Cannabis: L’esperienza de La Carovana della Canapa

Dall’esperienza del Coordinamento Piemontese unitario per la Legalizzazione della Canapa alla Carovana della Canapa.

Nel gennaio 2014 il consiglio comunale di Torino rivolge un appello al parlamento: “Bisogna passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere”.

Questo atto facilita la nascita del Coordinamento Piemontese Unitario per la Legalizzazione della Canapa, il cui obiettivo è la costruzione di un movimento che travalichi le divisioni politiche e sappia essere punto di riferimento per tutti coloro che intendono impegnarsi per la legalizzazione della Canapa.

Dal Coordinamento sono nate decine di iniziative pubbliche, una manifestazione, la Fumaparei!, un Medical Cannabis Club, la Carovana della Canapa e l’associazione Canapa italiana che ne gestisce il progetto.

La Carovana della Canapa è un progetto di ricerca e divulgazione che, nell’estate 2015, ha coinvolto l’intero Paese con un viaggio di 38 giorni che ha attraversato tutte le regioni italiane per incontrare, conoscere, documentare le principali realtà legate, per qualsiasi motivo, alla Canapa.

Abbiamo incontrato un mondo molto più vasto e articolato di quanto noi stessi potessimo immaginare: agricoltori, medici e ricercatori di varie università, artisti, grower, parlamentari, pionieri dei settori tessile e cartario, aziende alimentari, imprese e progetti di bioedilizia, musei, storici, centri sociali, associazioni, cooperative, enti locali, istituti agrari, per un totale di centinaia di persone e situazioni.

Abbiamo documentato con le nostre telecamere e abbiamo cominciato a divulgare il materiale raccolto.

La Carovana è totalmente autofinanziata e per continuare nell’opera di montaggio video, pubblicazione e realizzazione di nuove escursioni in questo mondo in continua e rapida evoluzione, abbiamo bisogno, a questo punto, di maggiori contributi, anche economici.

Pensiamo infatti che sia molto importante investire nella cultura e nell’informazione attorno a questa pianta antica e nuova, a tutte le opportunità che offre e alle iniziative virtuose che genera.

Parallelamente, occorre:

  • rendere la canapa terapeutica concretamente accessibile ai malati e mutuata dal SSN;
  • investire in un’informazione corretta sull’uso terapeutico dei cannabinoidi e del fitocomplesso della canapa;
  • investire altresì in una corretta informazione sul cosiddetto uso “ludico” della canapa con THC.

A proposito dell’aggettivo “ludico”, crediamo sia importante stimolare un dibattito lessicale che si proponga di sostituirlo, osservando il dovuto rispetto verso coloro che utilizzano la canapa per i suoi effetti psicoattivi. Un rispetto per le libertà dell’individuo e per il suo diritto ad affrontare la vita utilizzando un nutrimento per il suo cervello che, nel caso della canapa, non lede gli altri e nemmeno il soggetto che la usa, se è consapevole, informato e adulto.

È necessario infatti che si faccia una informazione equilibrata, approfondita e laica presso gli adolescenti sull’uso di questa e altre sostanze psicoattive, incluse quelle legali, che possono essere molto dannose in un organismo in fase di sviluppo.

Per creare una vera cultura della canapa, coltivazione del passato e del futuro, nell’attuale situazione politica e sociale italiana, pensiamo sia necessario investire molto, e rafforzare il processo politico che sta portando alla sua legalizzazione: occorre costruire un movimento nazionale unitario articolato su tutto il territorio per promuovere la partecipazione dei cittadini e il dibattito democratico sulla proposta dell’intergruppo e per creare quella mobilitazione e sensibilità necessaria affinché la canapa terapeutica diventi accessibile ovunque.

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