Pse ed Europa al centro del dibattito organizzato dal Partito democratico

Capitani coraggiosi. Un nuovo partito socialista per cambiare l’Europa“. É stato questo il tema principale trattato nel fine settimana, al centro eventi Roma, dal Partito democratico. In particolare é stata l’area di “Rifare l’Italia“, con i suoi parlamentari, a mettere sul banco della discussione il ruolo del Pse e dunque anche la sua influenza sul cammino dell’Eu.

Quali sono i limiti rispetto al Ppe? Quanto il gruppo del Pse é capace di incidere sulle politiche europee? Il Pse oggi sarebbe capace di vincere le elezioni nei grandi Paesi? Cosa si sta facendo per questa Europa? Come politicizziamo la questione Europa all’interno del Pse?

Sono questi alcuni dei quesiti che interlocutori autorevoli come, il Presidente del Pd Matteo Orfini, i ministri Martina e Orlando, gli europarlamentari Roberto Gualtieri, Andrea Cozzolino e Michela Giuffrida, il capogruppo in commissione Esteri alla Camera Lia Quartapelle, il senatore Roberto Cociancich, il presidente della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare NATO Andrea Manciulli, si sono posti.

Nel twitt lanciato durante l’evento dal capogruppo in commissione Difesa Pd alla Camera Tonino Moscatt, si ha il sunto del significato che l’iniziativa ha voluto dare: “come capitani coraggiosi non abbiamo paura di analizzare i nostri limiti per far meglio col Pse“. E difatti con gli interventi in sala si sono analizzate le manchevolezze del Pse e quanto necessario per avere maggiore rilevanza; le proposte future per azioni da intraprendere e la linea della politica europea da migliorare, raddrizzare.

Topic centrale, forse il più preoccupante, é stato proprio il concetto di Europa: quella attuale non va come dovrebbe, con i problemi che ne conseguano e si autoalimentano. “Siamo davanti ad un processo di disgregazione più che di aggregazione – spiega Lia Quartapelle – serve un collante per un processo realistico di integrazione europea e questo é possibile anche grazie ad un grande soggetto politico“.

Certamente brexit e situazione greca stanno creando non pochi grattacapi e per tanti, adesso, l’unica sfida é difendere quello che fino ad ora si é ottenuto; processo di europeizzazione compreso. “É emersa l’incapacità in questi anni dell’Eu di ripensarsi, con soluzioni praticabili che passino da una forte vocazione progressista“. Prima di tutto sembra esserci una crisi identitaria con l’evidente difficoltà della gestione del fenomeno migratorio, col dato di 244 milioni di migranti al mondo che dice tutto. A questo sono consequenziali anche ifattori economici e della sicurezza.

Le argomentazioni finali di Orlando, ampiamente condivise dai presenti, prima o poi dovranno avere una risposta con la praticità delle azioni e l’intervento della politica: “Lo stato attuale delle cose non può vederci soddisfatti, occorre cambiare rotta per cercare la linea della realtà“.

 

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