Canone Rai in bolletta: lotta all’evasione o eccesso di pena?

Così come stabilito dalla Legge di Stabilità 2016 approvata dal Governo nel CdM del 15 Ottobre e convertita nella LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208, dal 1 luglio 2016 il canone Rai sarà inserito nella bolletta della luce ENI. Chi ha sempre pagato regolarmente, si vedrà ridurre il pagamento dai 113,50 del 2015 a 100 euro annui del 2016. Molte informazioni sono reperibili tramite il numero verde 800.93.83.62 (disponibile in italiano e tedesco).

“In Italia è finito il tempo dei furbi” aveva dichiarato il Premier Matteo Renzi a margine dell’intervista da Lucia Annunziata di ottobre, “Riduciamo il canone e contemporaneamente diciamo che lo devono pagare tutti attraverso un meccanismo che potrebbe essere quello del pagamento in bolletta. Chi è onesto e paga, pagherà di meno”. I dati sull’evasione di questa tassa infatti sono molto alti: per fare qualche esempio a Milano quasi il 42% dei cittadini non paga la tassa Rai, più che a Roma, 38%. Maglia nera a Napoli col 62%, Matera (12%) e Bari (22%) tra le più virtuose al Sud (dati Sole 24 Ore). Una lotta all’evasione vera e propria secondo il Presidente del Consiglio quindi, ma come funziona la nuova normativa, chi deve pagare e come?

Si legge direttamente dalla pagina web ENI:

Se sei intestatario di un’utenza di energia elettrica nell’abitazione in cui hai la residenza e possiedi una tv, o un apparecchio in grado di ricevere trasmissioni televisive, il canone RAI ti verrà rateizzato direttamente nella bolletta della luceL’importo del canone annuo ordinario è stato ridotto a 100€ e suddiviso in 10 rate mensili da gennaio fino a ottobre 2016.

[Fonte: www.enigaseluce.com]

 Quindi il canone Rai sarà addebitato in bolletta per l’abitazione nella quale un contribuente ha la residenza e sempre che l’energia elettrica sia per uso domestico. La bolletta della luce di luglio conterrà una prima maxi-rata di 60 euro, l’aggiunta non ci sarà per le seconde case. L’utente tipo verserà la tariffa una sola volta, indipendentemente dal numero di apparecchi che detiene e di immobili che possiede. Per uffici, negozi e studi, sempre che sia presente una tv, la strada è diversa: è dovuto un canone extra, pagabile con il tradizionale bollettino postale.

CHI NON PAGA?

Sono previste due soglie: una di reddito e una di età. Non pagano il canone tutti coloro che abbiano un’età pari o superiore a 75 anni o che dichiarino un reddito annuo inferiore a 6.713,98 euro. Però la Legge di Stabilità 2016 ha previsto un aumento nei prossimi due anni della soglia minima che è destinata ad aumentare a 8.000 euro annui, così come è possibile leggere anche dalla pagina delle FAQ (Frequently asked questions) della pagina web della RAI. È inoltre possibile chiedere l’esenzione dal pagamento se non si è in possesso di un apparecchio atto a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e satellitare, segnalando il non possesso dell’apparecchio tv all’Agenzia delle entrate una volta all’anno, mandando una raccomandata con ricevuta di ritorno o presentandosi nella sede che copre il comune di residenza entro il 30 aprile di quest’anno. La tassa non è prevista per la visione di programmi attraverso apparecchi collegati a internet: computer, tablet, smartphone e console.

COSA SUCCEDE SE SI VIVE IN AFFITTO?

Nel quale caso ci si trovi a vivere in un immobile in affitto la cui utenza per l’energia elettrica sia intestata al proprietario, si viene a effettuare un doppio pagamento? No. La normativa prevede che il versamento della tassa sul possesso dell’apparecchio televisivo vada effettuato dal contribuente e dal rispettivo nucleo familiare, nel caso sia stabilita la stessa residenza, una sola volta, indipendentemente dal numero di televisioni o di immobili dotati di apparecchi televisivi detenuti. E nel caso degli studenti fuori sede? Se i coniugi e i figli non hanno la stessa residenza nell’unità immobiliare, anch’essi dovranno pagare il canone Rai.

COSA SUCCEDE SE DETENGO UN APPARECCHIO E NON PAGO IL CANONE?

Arriviamo qui al punto più controverso. Il mancato pagamento del canone tv da parte di chi non è ancora abbonato può essere rilevato in qualsiasi momento con verbale da parte delle Autorità di controllo. La pena prevista è una condanna al carcere da 8 mesi a 4 anni. La Legge di Stabilità cita un Dpr del 2000 (il numero 445). E il Dpr, il Codice Penale, articolo 482, sulla “Falsità materiale commessa dal privato”. Una pena davvero sproporzionata rispetto al danno procurato, infatti chi evade una tassa di 100 euro annui rischia una condanna maggiore rispetto a chi ne evade 150.000, quota oltre la quale scatta il reato penale. Il reato contestato è quello di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale.

(Image by winnond at FreeDigitalPhotos.net)

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