Rai, Verducci su Valdelli: “Non può sbagliare sulla mafia”

 Il Vicepresidente della commissione di vigilanza Rai Francesco Verducci, ha definito “lunga e complicata” la Commissione da lui presieduta nella giornata di ieri. Sulla vicenda dell’intervista di Vespa al figlio di Riina, sono stati auditi il direttore di Rai Uno ed il direttore dell’Informazione Rai. Per Verducci sarebbe meglio ammettere di aver sbagliato, perché dopo il caso Casamonica l’errore non doveva ripetersi.

La vicenda dei Casamonica ospiti a ‘Porta a Porta’ non ha insegnato nulla alla Rai, se dopo sei mesi, sempre a ‘Porta a Porta’, si è fatto un altro passo falso con l’intervista a Riina Jr. La questione non è fare inchieste sulla mafia, anzi ben vengano. Il problema è derubricare la mafia al registro dell’amore filiale e dei valori familiari nei programmi di informazione/intrattenimento, come è ‘Porta a Porta’. Per sconfiggere la mafia – spiega il Vicepresidente – bisogna vincere contro la sottocultura mafiosa che si nutre proprio di spettacolarizzazione. Il ‘Porta a Porta’ con Riina non c’entra nulla con la mission del servizio pubblico, e non si capisce perché i vertici Rai abbiano avallato un’operazione del genere. Infortuni come questo generano frustrazione nei cittadini che pagano il canone. La Rai è un grande bene pubblico, non può sbagliare su questo terreno”.

Ma qual è stata la risposta data in Vigilanza dal Direttore Carlo Verdelli? Secondo quest’ultimo il via libera a Riina Jr. sarebbe stato dato per non sottostare alle critiche della politica. Risposta inverosimile se solo si pensasse che, oggi, anche la tanto criticata politica, può indicare metodi migliori con  osservazioni costruttive, specie se questa è parte integrante dell’organo di vigilanza Rai.

Per il senatore e vicepresidente della Commissione Verducci, sarebbe stato compito di Verdelli evitare che si ponessero le condizioni per un altro caso Casamonica e scongiurare quindi una “grave perdita di credibilità per la Rai”. Per rispetto dell’autonomia dell’azienda l’esponente del Partito democratico ha spiegato che non è loro prerogativa intervenire sui palinsesti, ma ieri dopo aver visionato nuovamente il programma “molti dei membri della commissione si sono espressi con una critica severa dell’accaduto senza ricevere però risposte adeguate”.

 

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