“La legge sui partiti? Un inciucio tra Pd e M5s”

Sinistra Italiana in una conferenza stampa di D’Attorre e Quaranta boccia il testo e accusa i due principali partiti italiani di aver stipulato un armistizio sulle spalle degli italiani.

La classica montagna che alla fine partorisce il topolino. Un inciucio tra Pd e M5s con i primi che conservano una sostanziale opacità del finanziamento privato ai partiti in cambio del via libera ai secondi a proseguire con le attuali modalità di vita interna al movimento.

La bocciatura da parte di Sinistra italiana della legge sui partiti è netta ed avviene per bocca dei Deputati Stefano Quaranta e Alfredo D’Attorre in una conferenza stampa a Montecitorio. I due parlamentari ribadiscono quanto già detto in aula in mattinata, nel corso della discussione generale sul provvedimento.

La delusione sul testo della legge è palese nelle parole di Quaranta che sottolinea la distanza tra gli obiettivi che il Partito Democratico si era posto ai tempi della presentazione della proposta di legge Guerini e i risultati raggiunti con il testo approdato in aula. “La legge non dice nulla sul tema della selezione interna delle candidature, nulla sull’incompatibilità tra cariche di governo e di partito, nulla neppure sui finanziamenti privati ai partiti il cui limite rimane a 100 mila euro annui e dove non vi è un obbligo concreto alla trasparenza” sostiene Quaranta. Un risultato che per il deputato di Sinistra italiana è la conseguenza di “un armistizio tra Pd e M5S sulle spalle degli italiani”.

Quaranta è critico anche nei confronti delle disposizioni inserite dagli emendamenti di Scelta Civica che, prevedono che, per le questioni interne in partiti, valgano le norme del codice civile in assenza di una disposizione statutaria perché, sostiene, a fronte di disposizioni statutarie anche non democratiche non avranno alcun effetto.

Alfredo D’Attorre definisce il testo approdato in aula “un inciucio” e, afferma, “consente di festeggiare alla Casaleggio Associati e alla fondazione Open”.

D’Attorre e Quaranta annunciano che Sinistra italiana, che ha già presentato una relazione di minoranza al testo, depositerà in aula gli emendamenti già presentati e respinti in commissione ad iniziare dall’abbassamento a 50 mila euro del finanziamento privato, dalla disposizione che consente solo alle persone fisiche di finanziare i partiti e dal divieto per uno stesso soggetto di finanziare più partiti.

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