“Soldi invece delle raccolta delle firme”, l’emendamento di Parisi alla legge sui partiti

Non si tratta di uno scherzo ma di un emendamento presentato alla legge sui partiti.

Alla Camera dei deputati è iniziato oggi l’esame della legge sui partiti. Guardando gli emendamenti presentati al testo ce n’è uno che colpisce per la sua “originalità”.

Ci riferiamo all’emendamento 7.053 del deputato Massimo Parisi del misto – Alleanza Liberalpopolare-Autonomie. L’emendamento propone che i partiti politici, obbligati a raccogliere le firme per partecipare alle elezioni di qualsiasi livello, possano evitare questo obbligo attraverso il versamento di una cauzione in denaro.

Premesso che la proposta emendativa ha pochissime probabilità di essere approvata, colpisce perché di fatto sovverte radicalmente il principio che è alla base del procedimento di presentazione di una lista elettorale che è quello democratico. Il legislatore, infatti, consente a chiunque di presentare una lista elettorale anche alle elezioni nazionali, imponendo però di dimostrare che tale lista sia sostenuta da un consenso minimo che è testimoniato dalle sottoscrizioni dei cittadini che dichiarano di sostenerla.

L’emendamento Parisi sovverte totalmente questo principio e richiama vagamente un sistema che guarda più al censo che alla democrazia. Senza considerare che non si tratta di un pagamento vero e proprio, bensì di una cauzione che sarà restituita con le modalità previste da un regolamento ministeriale al quale la disposizione rimanda.

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