Immigrazione, il nuovo piano UE spiegato da Moscatt

Abbiamo chiesto al capogruppo Pd in commissione Difesa alla Camera Antonino Moscatt, di spiegare il nuovo piano dell’UE adottato in questi giorni dall’Unione europea. Il parlamentare, agrigentino di nascita e da sempre vicino a questi temi, ha accettato di schiarirci le idee tra i divani ed i quadri autorevoli della “galleria dei presidenti” di Montecitorio preferendo – ci dice – “fare una sintesi comprensibile a tutti, scavalcando quelle considerazioni aggiuntive che potrebbero confondere le idee”.

A fronte dei persistenti flussi migratori in arrivo sulle coste europee, il 7 giugno la Commissione europea ha adottato il nuovo piano dell’UE in tema di immigrazione, frutto della proposta strategica avanzata dall’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza Federica Mogherini, e il primo vicepresidente della Commissione Frans Timmermans. La proposta, che prevede la creazione di partenariati strategici tra l’Unione e i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, scaturisce dall’iniziativa “Migration Compact” avanzata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi ai vertici dell’esecutivo europeo lo scorso 15 aprile.

La nuova strategia sarà articolata in un quadro di partenariati cosiddetti Partnership framework, che comprenderà una serie di accordi su misura negoziati dall’UE e dagli Stati mediorientali e africani da cui hanno origine o attraverso cui transitano i migranti; nonché dagli Stati che attualmente ospitano un numero rilevante di profughi come Giordania e Libano, che necessitano di un pronto sostegno economico.Tali accordi conterranno incentivi e disincentivi in termini commerciali, di aiuti allo sviluppo e di politica di visti. A tal fine, il Fondo fiduciario dell’UE per l’Africa verrà potenziato con 500 milioni di euro, mentre ulteriori 500 milioni di euro verranno stanziati dagli Stati membri dell’UE.   

Tra i Paesi coinvolti nella nuova strategia figura anche la Libia, attualmente sulla via della progressiva stabilizzazione politica e verso un lento consolidamento del governo di unità nazionale guidato da Al-Serraj. Intanto prosegue l’offensiva delle milizie di Misurata contro la roccaforte dell’Isis a Sirte, come affermato dal Ministro degli Affari Esteri Gentiloni nel corso di un’audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato“.

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