Ballottaggi, adesso tocca al M5s spiegare il sostegno di un designato assessore “in odor di …”

A Favara, comune di 33 mila abitanti in provincia di Agrigento, la mafia è spesso venuta alla ribalta per vari accaduti. Qui si giocherà una partita importante anche per la politica nazionale che pure dalla vicenda di mafia capitale non è uscita proprio vergine.

Il Movimento 5 stelle ha messo in azione addirittura uno dei suoi “guerrieri” più in vista il romano Di Battista, a lui il compito di difendere la legalità e di lanciare da Favara, comune ad alta densità mafiosa, la lotta senza se e senza ma alla stessa mafia. Ma c’è qualcosa che stona, quel venuto fuori che forse spezza il mito dei duri e puri grillini. Alessandro Di Battista lo conosciamo bene, ultimamente lo avevamo intervistato a Montecitorio durante la presentazione della “carta dell’onestà“, e sulle questioni che riguardano la mafia ha sempre ribadito che “bisogna esser netti anche davanti ad un sospetto”. E mentre a Torino scoppia il “caso Rolando”, il futuro assessore cinque stelle che incontra il Gran maestro massone e coltiva un’amicizia ritenuta pericolosa, a Favara il movimento di Grillo rischia di “sbandare”, allo stesso modo o forse di più. Per un fuoriclasse della politica come potrebbe rappresentare per tanti il deputato nazionale Di Battista, non sarà certo semplice salire su un palco e spiegare ai cittadini quanto in queste ore sta circolando con insistenza.

Ma entriamo nel dettaglio. “L’uomo di punta” del movimento cinque stelle, accompagnato dal consigliere regionale siciliano Giancarlo Cancellieri, domani sera raggiungerà Favara per sostenere Anna Alba, la propria candidata arrivata al ballottaggio nella tornata elettorale dello scorso 5 giugno.
C’è però che Angelo Todaro, il designato assessore ai lavori pubblici del M5s della città agrigentina, insieme a suo cognato Antonio Costa ed al nipote Bellavia, processati e condannati per concorso in associazione mafiosa, è il proprietario della palazzina dove latitava il boss Gerlandino Messina. Se poi il consuocero del Bellavia, considerato un capomafia, è stato assassinato in un regolamento di conti, il quadro va ad impattare con quanto il M5s condanna ogni giorno. Una grana, con Todaro in testa, che Di Battista ed il Movimento cinque stelle probabilmente non trascurerà e che forse spiegheranno ai cittadini di Favara ed al coordinamento nazionale con a capo Beppe Grillo.

Qualcuno ha già fatto ironia con un facile “questa è mafia a cinque stelle?”, ma forse l’esperienza maturata dai parlamentari “grillini” di Camera e Senato farà desistere Di Battista a “sponsorizzare” tale designato assessore o, comunque, come è probabile che sia, costringerà lo stesso a fare chiarezza davanti una piazza gremita di giornalisti e cittadini disillusi che chiederanno spiegazioni. I partiti, criticabili o meno, hanno il dovere di praticare l’antimafia, quella vera; anche per sfatare quelli che diversi anni fa Sciascia definì “professionisti dell’antimafia”. Ai partiti tutti, come al M5s in questo caso, la netta distanza da certi fatti e certe designazioni assessoriali gli consentirà di acquisire credito verso gli elettori o all’opposto perderne diversi o quasi completamente. Questa sera nei palazzi che contano, a Roma come a Favara si dovrà discutere anche di questo.

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