Brexit è responsabilità di Cameron

Riportiamo qui il post di Silvia Costa sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea

L’Inghilterra ha tradito i suoi giovani.

Quello inglese è stato un referendum dettato non da una sincera volontà di fare esprimere il popolo sulla permanenza della Gran Bretagna nella UE, ma da un miope calcolo politico di Cameron che pensava di isolare così il blocco euroscettico che insidiava il suo ruolo.

Si è giocato col fuoco in una difficile situazione di crisi che doveva vedere un più forte impegno politico nelle risposte e nei programmi e non la scorciatoia di far esprimere con un sì o un no direttamente i cittadini su una decisione così complessa e con implicazioni così gravi. Si è così lasciato il campo alle forze populiste che hanno raccontato molte bugie e alimentato paure e spettri.

Ora la verità si imporrà in modo crudo: finiscono i fondi strutturali, si riduce la circolazione merci e aumentano i dazi; si riduce o si interrompe la partecipazione della Gran Bretagna ai programmi comunitari e comunque non avverrà più senza costi per i cittadini, come sarà per Erasmus.

Lo sanno bene i giovani inglesi che hanno massicciamente votato per “Remain” ed è triste che chi è il presente e il futuro della Gran Bretagna e dell’Europa non sia stato ascoltato.

È stato dato troppo poco spazio e visibilità nel dibattito pubblico ai valori europei e alle motivazioni che i giovani sostenevano a favore della permanenza nella UE come un orizzonte e un destino comune. Le due campagne, invece, hanno visto prevalere le due opposte paure: quella delle conseguenze sull’economia e quella della cosiddetta invasione migratoria o della ingerenza delle istituzioni europee.

Paradossalmente il futuro della Gran Bretagna (e anche di Scozia e Irlanda del Nord, a favore del “Remain”) è stato deciso da chi ha più di 60 anni contro l’aspirazione di chi ne ha meno di 35 e si vive da sempre come cittadino europeo. Se non rilanciamo l’Europa della cultura e della formazione ai valori europei non ci sarà un futuro comune per l’Unione Europea.

Silvia Costa

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