Dal Senato la riforma delle federazioni del CONI

Approvato a larga maggioranza al Senato, il ddl sui limiti al rinnovo dei mandati degli organi del Coni e delle federazioni sportive, relatrice dell’iniziativa parlamentare è stata la senatrice Iosefa Idem, ex-campionessa olimpica. I voti favorevoli sono stati 143, 25 i contrari e 12 gli astenuti. Una buona notizia anche per il Governo, dove i numeri della maggioranza sono nettamente più stretti.

Con queste norme si pongono limiti definiti e non derogabili al rinnovo dei mandati dei presidenti delle federazioni sportive. Molto spesso le presidenze delle federazioni sportive, sono state rinnovate per numerose volte sotto lo stesso nome, ponendo un immobilismo allo sport italiano che ha creato dei veri e propri ‘reami’  nelle dirigenze nazionali. La disciplina attuale, infatti, prevede che con il 55% dei voti, dal secondo mandato in poi, un presidente federale possa essere rieletto ‘ad oltranza’. Spesso le risorse federali sono state spese per questo fine e non per la promozione e l’organizzazione delle attività sportive. Ora, finalmente, si potrà porre fine a questi meccanismi fraudolenti.

“Previsione di un limite massimo di 3 mandati per presidente e membri direttivi, nazionali e territoriali, del CONI e delle federazioni sportive nazionali e delle discipline associate e introduzione di un ‘tetto’ rigoroso, stabilito in 5, del numero massimo delle deleghe utilizzabili all’interno delle assemblee elettive federali” chiarisce la Senatrice Idem a margine dei lavori. “Sono questi i punti cardine che prevede una disciplina uniforme in materia di durata in carica dei vertici del CONI, del Comitato paraolimpico, delle federazioni e degli enti di promozione sportiva.”

I numeri dello sport italiano dicono che sono 33 milioni i praticanti, di cui 3,8 milioni nelle associazioni e società sportive, oltre 7,7 milioni negli Enti di Promozione sportiva. Solo il CONI e le Federazioni Sportive annoverano 1200 addetti. Un indotto che coinvolge 35 mila imprese, 100 mila addetti, con un valore aggiunto di 4,5 miliardi e 14 miliardi di fatturato, circa il 5% del PIL italiano.

Ora tocca alla Camera, il provvedimento che passerà all’esame di Montecitorio, prevede che gli organi del CONI restino in carica quattro anni.

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