Abolizione del corpo forestale, proteste davanti Montecitorio

La protesta dei forestali arriva sino a piazza Montecitorio. Le legge n. 124/2015, detta legge Madia, che pone il riordino delle pubbliche amministrazioni, prevede “ la riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia, fatte salve le competenze del medesimo Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi“. 

Abolizione del Corpo Forestale dunque, e un progressivo inserimento nelle altre forze dello stato, in particolare in quello dei Carabinieri che ne accoglierebbero circa 7.000 degli 8.000 esistenti. Continuano anche le audizioni delle Commissioni I e IV della Camera, riunite nella sala del Mappamondo, per discutere del decreto legislativo che delega al Governo il riordino del Corpo. Un intervento che se reso necessario dagli enormi sprechi del settore delle forze di polizia, dove il sovrapporsi di competenze crea disordine, opera però un processo inverso a quello di specializzazione. La formazione iniziale sarà infatti generica mentre la specializzazione si avrà solo in un secondo tempo con un numero di ore/livello conseguentemente inferiore all’attuale assetto.

“No alla militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato, l’unica forza di polizia veramente specializzata nella sicurezza ambientale e agroalimentare del nostro Paese ed al suo accorpamento con l’Arma dei Carabinieri” ribadisce il segretario generale della Fns Cisl, la Federazione nazionale della sicurezza della Cisl, Pompeo Mannone. “Noi non crediamo nella buona riuscita dell’accorpamento dei 7000 forestali degli 8000 che compongono il Corpo, con i Carabinieri. Finirebbero infatti in un grande calderone le competenze specifiche degli uni e degli altri. Sarebbe un vero caos”. Dello stesso avviso Stefano Fassina, che sembra terrà la carica consigliere comunale di Roma oltre a quella di depuato: “è una scelta sbagliata. Si indebolisce la tutela dell’ambiente e dei beni comuni e si penalizzano i lavoratori e le lavoratrici di grande professionalità.”

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