DDl Enti Locali, ok del Senato con 184 sì (con i voti di Ala)

di Caterina Conti

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 2344 “Modifiche bilanci Regioni ed enti locali”, che prevede modifiche alla legge n. 243 del 2012, attuativa del principio del pareggio di bilancio di cui all’articolo 81 della Costituzione.

La maggioranza di governo ha superato senza affanni la prova del via libera al Senato del ddl sull’equilibrio dei Bilanci di Regioni ed Enti locali, che prevedeva la necessità di un voto a maggioranza assoluta di 161 voti. Nei giorni scorsi era scattato l’allarme, nel Pd, per le ipotesi di possibili “agguati” di esponenti di Area Popolare, che avrebbero potuto lanciare un segnale al Governo, manifestando platealmente il proprio disagio per la linea politica del partito. Allarme rientrato, visto che il provvedimento è stato votato, fra l’altro, da 112 senatori PD, 17 delle autonomie, 29 di Ap, 6 senatori del Misto e 3 di Gal, 13 voti da Ala e altri, per un totale di 184 voti a favore.

Come tutti ricorderanno, il principio del pareggio di bilancio fu introdotto nella Costituzionale dal Governo Monti nel pieno della crisi economica e finanziaria, richiedendo che l’ammontare delle spese pubbliche sostenute dallo Stato e dagli altri enti pubblici fosse uguale alle entrate. In questo modo si intendeva evitare di concorrere ad una ulteriore crescita dell’indebitamento pubblico (nel 2012 pari a 2.000 miliardi, il tetto più alto mai raggiunto nella storia italiana) e all’impennarsi degli interessi sul debito stesso, che avrebbero potuto portare il nostro Paese al default finanziario.

Nella pratica le Regioni e gli enti locali, che dallo Stato ricevono i trasferimenti finanziari, hanno visto in questi anni una sensibile riduzione di tali proventi, da cui è conseguita l’impossibilità di una capacità di programmazione e di investimenti in lavori pubblici e grandi opere, che normalmente impiegavano risorse a debito.

Trovandosi il nostro Paese in una fase molto diversa dal punto di vista economico e finanziario, si è ritenuto quindi di superare il Patto di stabilità e provvedere a una semplificazione complessivamente del quadro normativo di riferimento, raccordando le norme approvate in questi anni, semplificando le disposizioni specifiche sulla definizione dei livelli di equilibrio di bilancio, per garantire la possibilità per gli enti locali di programmare e prevedere le spese pubbliche territoriali. Sistema che consente altresì una politica espansiva. Inoltre tale provvedimento ha inteso semplificare, da un lato, le modalità del concorso dello Stato al finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali nelle fasi avverse del ciclo o al verificarsi di eventi eccezionali e, dall’altro, le modalità del concorso degli enti territoriali alla sostenibilità del debito pubblico, tenendo sempre conto della recente sentenza della Corte costituzionale.

In particolare il disegno di legge approvato consente la presenza di un unico saldo (anziché i quattro richiesti precedentemente) non negativo nei bilanci delle Regioni e degli enti in termini di competenza tra le entrate finali e le spese finali, sia nella fase di previsione che di rendiconto. Si ammette la possibilità (anche procedurale) di consentire agli enti territoriali di ricorrere all’indebitamento per finanziare le spese di investimento e all’adozione di piani di ammortamento di durata non superiore alla vita utile dell’investimento. Ancora, sono state approvate disposizioni semplificanti in tema di concorso degli enti territoriali al finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali in ragione dell’andamento del ciclo economico o al verificarsi di eventi eccezionali, nonché in tema di concorso dei medesimi alla sostenibilità del debito pubblico.

Il provvedimento si inserisce nel più ampio quadro delle innovazioni strutturali, come l’armonizzazione dei bilanci pubblici e congiunturali, come la legge di stabilità 2016 e i decreti-legge enti locali, che stanno progressivamente delineando un percorso di normalizzazione dell’attività degli enti territoriale e un ritorno alla normalità procedurale (stesura di bilanci di previsione in tempi corretti, ovvero entro dicembre o al massimo febbraio).

Inoltre, esso intende adeguare i vincoli di finanza pubblica degli enti territoriali alla riforma della contabilità degli enti stessi, anche attraverso processi di semplificazione delle procedure, garantendo l’importante ruolo di motore di sviluppo e investimenti su tutto il territorio nazionale degli enti locali.

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