Conservatori e Riformisti contro la riforma. Fitto e Bonfrisco presentano il Comitato per il NO

Nei giorni in cui si rincorrono slogan strumentali esagerati in vista del Referendum costituzionale che recitano “Se vince il no crolla l’economia” e “Se passa la riforma si potrà combattere meglio il terrorismo”, il gruppo di Conservatori e Riformisti si schiera contro queste campagne intimidatorie e nel pomeriggio di ieri, presso il teatro Santa Chiara a Roma, ha presentato il Comitato Nazionale per il NO.

“Non si abolisce il Senato bensì la sovranità popolare. La Costituzione è di tutti, mentre questa riforma appartiene a Renzi e alla Boschi. Non si riducono gli sprechi. Non si accorciano i tempi, ma si creeranno lungaggini e dispersioni. Un Referendum che altro non è, se non la prosecuzione dell’eterno congresso del Pd, con un leader che arranca spacciando il Referendum come unica possibilità per cambiare e rinnovare l’Italia.” questi alcuni passaggi della presentazione alla quale hanno preso parte, tra gli altri, i parlamentati di Cor, il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Lecce Paolo Perrone, il Professore Angelo Celotto e il parlamentare Daniele Capezzone.

Il gruppo Cor manifesta un “NOconsapevole” e durante il pomeriggio di ieri ha lanciato il sito internet www.questavoltano.it unito a una brochure in cui viene spiegato nel dettaglio la decisione di battersi contro la Riforma costituzionale.

Raffaele Fitto, leader del gruppo, sottolinea un “NO politico” a una “riforma confusa. Una legge elettorale che consegnerà al primo partito, senza contrappesi, non solo un’ampia maggioranza alla Camera, ma anche la possibilità di determinare quasi tutto. Anche i massimi organi di garanzia”.

Inoltre “Non si parla di tetto fiscale” interviene la Senatrice Cinzia Bonfrisco,  capogruppo Cor al Senato, sostenendo che non mettere un argine al prelievo fiscale nelle tasche dei cittadini è un elemento di grave negligenza.

“Diciamo NO perché chiediamo di entrare nel merito – attesta l’europarlamentare Fitto –  il nostro NO non è frutto di un pregiudizio politico e con questa Riforma non si supera il bicameralismo”.

Alla presentazione, tutti concordi che questa riforma non servirà agli italiani. “I padri costituenti la scrissero in modo semplice e comprensibile affinché tutti la potessero leggere, questo testo invece contiene alcuni articoli che avrebbe difficoltà a capirli anche il più abile degli avvocati” conclude il Professore Angelo Celotto, docente di diritto Costituzionale.

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