L’On. Guerra salva la Commissione bilancio da un clamoroso pasticcio

Finche c’è Guerra c’è speranza! No, non ci stiamo riferendo al famoso e divertente film in cui Alberto Sordi si cimenta nel traffico d’armi internazionale, ma al deputato del Partito democratico Mauro Guerra.

Parlamentare con tre legislature alle spalle, l’On. Guerra con una sua felice intuizione è riuscito a trarre la Commissione bilancio, di cui è componente, da un brutto impaccio in cui si era venuta trovare nel momento di licenziare per l’aula il decreto enti locali. Un impaccio che rischiava di mettere a rischio non solo le consolidate procedure regolamentari ma lo stesso principio del “ne bis in idem”.

tumblr_nynl9dG72n1rfd7lko1_500Questi i fatti. Quando il 19 luglio la Commissione bilancio si riunisce all’ora di cena il Governo, per il tramite del sottosegretario Baretta, avanza una “insolita” richiesta di correzioni da apportare a disposizioni introdotte da emendamenti già approvati dalla stessa commissione perché prive di copertura finanziaria. Poiché tra queste richieste di correzione figuravano anche soppressioni di norme introdotte da emendamenti già votati, la richiesta del governo ha scatenato le rimostranze non solo dell’opposizione ma anche della stessa maggioranza.

Nonostante i resoconti delle sedute delle commissioni siano sommari, nel leggerli traspare in maniera evidente la contrarietà espressa dallo stesso capogruppo del Pd Maino Marchi. Una levata di scudi che porta lo stesso sottosegretario Baretta a dichiarare il suo imbarazzo per la situazione causata.

La Commissione bilancio inizia dunque ad arrovellarsi sul come fare ad aggirare un principio cardine dei lavori parlamentari, ovvero che le norme già votate non possano essere oggetto di nuova votazione da parte dello stesso organo. Ovviamente il problema si è posto perché il Governo voleva porre la questione di fiducia sul testo licenziato dalla Commissione e non voleva procedere a modifiche tramite il maxi emendamento, come pure suggerito da diversi deputati anche di opposizione.

A risolvere la situazione è, come detto, il deputato Guerra che suggerisce di conferire il mandato al relatore a riferire favorevolmente in aula sul testo approvato, ma evidenziando la necessità di eliminare dal testo le disposizioni che erano state oggetto di richiesta di correzione.

Con questo escamotage formale, infatti, una volta in aula il Presidente della Commissione bilancio ha potuto richiedere un rinvio del testo in commissione, riaprendo di fatto l’esame del provvedimento, e apportare le modifiche senza alcun vulnus ai regolamenti e alle procedure consolidate.

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