Ddl Editoria: ok dal Senato

Ddl Editoria. Agosto bollente nell’Aula del Senato che vede in questi giorni un lavorio incessante e continuativo prima della pausa estiva.

Ieri mattina la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha concluso l’esame del disegno di legge sull'”editoria”, dando mandato al relatore Roberto Cociancich (PD) per la discussione in Aula subito iniziata. Il provvedimento, presentato il 4 marzo scorso e già approvato il prima lettura alla Camera, riguarda l’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione e delega al Governo la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.

Nello specifico, il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione sarà alimentato da risorse statali già destinate all’editoria e all’emittenza locale, da un contributo di solidarietà a carico delle società concessionarie di raccolta pubblicitaria e, per una quota parte, dalle maggiori entrate del canone Rai. Saranno ammesse al finanziamento le cooperative di giornalisti, gli enti senza fini di lucro, le imprese editrici espressione delle minoranze linguistiche, le associazioni per i consumatori, i periodici per non vedenti, i giornali in lingua italiana diffusi all’estero.

Inoltre, il disegno di legge detta disposizioni per il riordino dei contributi alle imprese editrici, introduce un riferimento all’equo compenso dei giornalisti e punisce l’esercizio abusivo della professione di giornalista. Sono state poi individuate alcune nuove disposizioni per la vendita dei giornali, prevedendo la liberalizzazione degli orari e dei punti vendita.

La Commissione competente del Senato ha previsto anche un parere parlamentare rinforzato sul decreto che definisce requisiti e modalità dei finanziamenti, fissando in 60 il numero massimo dei componenti del Consiglio dell’ordine dei giornalisti e prevedendo un rappresentante delle minoranze linguistiche. Tra l’altro, ha stabilito che la prima rata del contributo erogato alle imprese editrici sarà versato in due rate annuali, mediante anticipo di una somma pari al 50% del totale dell’anno precedente. È previsto che l’affidamento in concessione del sevizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale avrà durata decennale, previa consultazione pubblica sugli obblighi del servizio. Sarà quindi un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri ad affidare la concessione del servizio pubblico radio-tv e ad approvare “l’annesso schema di convenzione”, con una possibilità di una proroga della concessione vigente per un massimo di 3 mesi.

Fra i diversi odg accolti, è particolarmente significativo quello che riguarda i contributi alle testate delle minoranze linguistiche, che impegna il governo, nell’ambito degli incentivi agli investimenti in innovazione digitale dinamica e multimediale, a individuare uno specifico canale di contribuzione, al fine di poter proseguire nella valorizzazione del loro patrimonio culturale.

Il disegno di legge, attualmente in discussione nell’Aula del Senato, sarà con tutta probabilità approvato prima della pausa estiva, già stasera o al più tardi domani, per poi essere sottoposto nuovamente all’esame della Camera, nelle parti modificate.

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