Terremoto, i propositi del premier Renzi

“Ogni centesimo di aiuti sara’ verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano). Ma soprattutto dovremo tenere viva la presenza delle comunita’ sul territorio.

I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina“, scrive il premier nella sua enews che divide la reazione al sisma dell’Italia centrale in tre fasi: “L’emergenza, la ricostruzione, la prevenzione. Tre fasi diverse, tre cantieri diversi, tre responsabilita’ diverse. Ma l’impegno comune di far vedere il volto migliore dell’Italia. Lo dobbiamo a chi e’ stato ucciso dal terremoto e ai loro cari. Lo dobbiamo ai superstiti che hanno il diritto di tornare a vivere. Lo dobbiamo ai nostri figli perche’ l’immenso patrimonio italiano non e’ nostro. Non ce lo hanno dato in eredita’ i nostri genitori, ma ci e’ consegnato in prestito per i nostri figli. Dobbiamo essere all’altezza di questa responsabilita’“.

Renzi intanto ha annunciato che proporrá a tutti i partiti, anche a quelli di opposizione, di dare una mano perché la politica italiana offra una dimostrazione di strategia e non solo una rissa dopo l’altra. E sulla ricostruzione parla di ‘progetto Casa Italia‘:

“Quello che in caso di eventi sismici in passato “non sempre è stato fatto è andare oltre l’emergenza, oltre la ricostruzione. Perché sull’emergenza l’Italia è forte. Sulla ricostruzione ci sono pagine di assoluta efficienza e pagine che invece andrebbero cancellate, lo sappiamo. Ma quello che in passato è spesso mancato è la costruzione di un progetto paese basato sulla prevenzione: non solo reagire, non solo ricostruire, ma prevenire. E dunque serve un deciso cambio di mentalità”.

“Nessuno di noi potrà bloccare la natura, ma perché non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga più al riparo la nostra famiglia, la nostra casa?- prosegue Renzi- questo è il senso del progetto Casa Italia che nei prossimi giorni presenterò a tutti i soggetti interessati, ai professionisti, ai rappresentanti di comuni e regioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria, agli ambientalisti e ai costruttori”.

In Casa Italia “immagino di inserire non solo i provvedimenti per l’adeguamento antisismico- precisa il presidente del Consiglio- ma anche gli investimenti che stiamo facendo e che continueremo a fare sulle scuole, sulle periferie, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sui depuratori, sulle strade e sulle ferrovie, sulle dighe, sulle case popolari, sugli impianti sportivi e la banda larga, sull’efficientamento energetico, sulle manutenzioni, sui beni culturali e sui simboli della nostra comunità. Un progetto che coinvolga concretamente – non a chiacchiere – tutti i cittadini interessati a dare una mano alla comunità del nostro Paese”.

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