Rassegna stampa del 2 settembre

ECONOMIA
 
Derivati MPS. I pm chiedono l’archiviazione per Viola e Profumo: estrema difficoltà nel ravvisare il dolo. Per di pù tutti i soggetti di vigilanza erano a conoscenza (Rep) 
 
Derivati. In calo i derivati negli istituti bancari italiani: in tre anni giù l’attività del 40% (Sole)
 
Fusione. La Commissione europea da il via libera alla fusione tra Wind e 3 Italia (Camera sul Gn)
 

CRISI CAMPIDOGLIO

 
Aria fetida. Nel M5S una guerra per bande già vista in passato con i partiti tradizionali. Solo che questi sono pure dilettanti (Rizzo sul Cds). 
 
Giornata lunghissima. Pezzi da novanta che saltano come tappi di lambrusco (Canettieri sul Msg)
 
La fiducia è tutto. Carla Romana Raineri non sapeva che la Raggi e Marra avessero chiesto all’Anac un parere sul suo stipendio (Vitale e Serloni su Rep)
 
La realtà stuprata. Il vicesindaco Frongia senza pudore: “Non è una crisi ma una grande operazione di trasparenza voluta dalla sindaca”. Perfetto stile Grillo: per nascondere la realtà bisogna stuprarla (Bordin sul Fg)
 
Ricatto. La Raggi minaccia le dimissioni per riportare il silenzio fra i suoi. Di Maio costretto a difenderla perchè altrimenti torna a fare il webmaster. Per la Taverna buttando subito a mare la Raggi la situazione si potrebbe recuperare. Su Roma, però, decide Di Battista (Menicucci sul Cds)
 
Scànsate. La Raggi doveva essere l’insuperabile prodotto del laboratorio 5 stelle: scarse capacità politiche, bella presenza, capacità di parlare, buona inflessione e poi è donna che fa tanto modernità. Ma si è rivelata una donna povera di aggettivazione e di pathos: una barchetta in balia dell’onda. Roma, abituata a ben altri personaggi, le dirà presto “scànsate” (Feltri su la St)
 
Ordinaria amministrazione. La Giunta collassa ma per la Raggi è ordinaria amministrazione. Il problema è che la Raggi affonda pure nella gestione dell’ordinario terra-terra (Ajello super sul Msg)
 
Cortocircuito. Se predichi il rigetto in toto della politica inevitabilmente questa ‘cultura’ esploderà quando ti toccherà operare nel perimetro della politica (Adinolfi sul Mt)
 
Fallimento Di Maio. Doveva essere lui il garante del mix fra il movimento e i grand commis dello Stato che avevano deciso di lavorare per il bene di Roma pur non essendo grillini. Fallimento totale (Iacoboni su la St)
 
Zitti o a casa. Basta infantilismi da asilo Mariuccia: bocche cucite e lasciare governare la Raggi (Travaglio prende le redini del M5S)
 
L’antipolitica non basta. Quello che succede a Roma è l’antipasto di quello toccherebbe all’Italia se il M5S vincesse le elezioni (Sallusti sul Gn)
 
‘L’asino frastornato’. La Raggi è come l’asino frastornato quando entra alla festa di paese e si ritrova in mezzo alla banda e al caos. Una sindacatura che promette sfascio su sfascio in nome della trasparenza (Ferrara superlativo sul Fg)
 
De profundis. Anche la Cei canta il de profundis: “La nuova era sa già di politica vecchia” (Paolini su Avv)
 
Guai ai vincitori. Stavolta i guai li passeranno i vincitori: il cerchio magico della Raggi ha vinto contro i tecnici voluti dal direttorio del M5S ma la partita è appena iniziata. D’altronde basta qualche scontrino per creare problemi… (Treccagnoli sul Mt) 
 
Atac. L’assessore Meleo: “Ingerenze sulle nomine? Ma quando mai…”. Lei ed Enrico Stèfano, presidente della Commissione Trasporti, ora cercano un nuovo timoniere (De Cicco sul Msg)
 
Slitta la Giunta. La riunione della Giunta era prevista oggi ma è slittata a data da destinarsi. Senza Minenna fondi bloccati per trasporti, buche, tombini, partecipate e lavori pubblici (box sul Msg)
 
Senza rancore. L’ex Rettighieri: “In Atac un sistema clientelare che ha sponde nella Giunta” (int. sul Msg)

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