Svolta “garantista” del M5S o vigilia della rottura con la Raggi?

L’assessora Paola Muraro è indagata dalla Procura di Roma. La Sindaca Raggi era informata di questa indagine nei confronti della sua assessora dalla fine di luglio. La Raggi ha informato dell’indagine i “vertici” di M5S, ha informato a suo dire i parlamentari Paola Taverna e Stefano Vignaroli, un eurodeputato e un consigliere regionale, ma non Luigi Di Maio. Questi i fatti che emergono dall’audizione di Raggi e Muraro nella commissione di inchiesta parlamentare svolta ieri e che vanno far deflagrare l’ennesimo drammone grillino da quando M5S ha vinto le elezioni comunali di Roma.

Il materiale non è poco per trarre alcune considerazioni che a questo punto nel Movimento, e soprattutto alla luce delle sue regole e dei suoi proclami, andrebbero svolte.

Virginia Raggi per più di un mese è stata consapevole di avere in giunta un’assessora oggetto di indagine. Ha ritenuto che tale notizia non dovesse essere rivelata pubblicamente ed in maniera chiara all’opinione pubblica e da brava avvocata ha sottilmente (e correttamente) distinto tra iscrizione nel registro degli indagati e invio di avviso di garanzia. Così alle domande rivoltele dalla stampa non ha mai risposto che la Muraro non fosse indagata ma che non le era stato recapitato alcun avviso di garanzia e, qualora la cosa si fosse verificata avrebbe valutato le accuse mosse. Dunque La Sindaca M5S ha ritenuto che un assessore oggetto di indagine possa continuare a rimanere al suo posto.

La Sindaca Raggi ha dichiarato di aver informato alcuni esponenti politici nazionali di M5S, i non meglio precisati “vertici” del movimento, inoltre Paola Taverna e Stefano Vignaroli oltre ad un eurodeputato o ad un consigliere regionale. Se è vero chi sono gli altri M5S oltre ai due nominati esplicitamente ad essere stati informati dell’indagine sulla Muraro? E ancora il loro silenzio assenso alla decisione della sindaca di mantenere in giunta l’assessora indagata su quali basi è stata assunta e questo costituirà precedente non solo per le amministrazioni M5S, ma anche nei confronti di politici di altri partiti?

Se invece quanto detto dalla Raggi dovesse essere smentito dagli interessati ciò non costituirebbe una lesione dell’immagine del movimento e come tale la Raggi sarebbe passibile di espulsione in applicazione del famoso contratto pre-elettorale.

Infine nel Movimento si respira aria di nervosismo. La dichiarazione odierna di Roberto Fico sembra un esempio in tal senso. Fico smentisce una ricostruzione pubblicata oggi dal Corriere della Sera a proposito di una cena svolta il due agosto scorso. Fico dichiara che in quella cena non si parlo della vicenda Muraro. Il Corriere però aveva pubblicato questa stessa notizia della cena in cui si sarebbe affrontata la questione della Muraro, anche il 4 agosto scorso e con grande risalto (un pezzo a firma di Ernesto Menicucci), ma in quell’occasione non arrivarono smentite, nonostante Fico il 5 agosto abbia partecipato al dibattito politico con sue dichiarazioni riportate dalle agenzie di stampa in qualità di Presidente della Commissione di Vigilanza Rai.

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