Via libera del Senato al ddl “Editoria”

Giovedì 15 settembre il Senato ha approvato con 154 sì, 36 no e 46 astenuti il disegno di legge 2271 cosiddetto “Editoria”, concernente l’Istituzione del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, le deleghe al Governo per la ridefinizione della disciplina del sostegno pubblico per il settore dell’editoria e dell’emittenza radiofonica e televisiva locale, della disciplina di profili pensionistici dei giornalisti e della composizione e delle competenze del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la procedura per l’affidamento in concessione del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale.

Il provvedimento, approvato alla Camera a marzo, è stato modificato presso l’Aula di Palazzo Madama negli articoli 2, 3 e 6 e per questo motivo ritorna alla Camera dei Deputati per la terza lettura.

Fra i cambiamenti apportati, si evidenziano l’ammissione al finanziamento pubblico per le imprese editrici in ambito commerciale, l’introduzione del riferimento alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da esse interamente detenuto, l’elevazione da tre a cinque anni del periodo del finanziamento per cooperative, fondazioni e enti senza fine di lucro.

Inoltre, è stata prevista una riduzione del contributo pubblico per le imprese editrici che superano, nel trattamento economico del personale e dei collaboratori, il limite massimo retributivo di 240.000 euro, tetto poi esteso anche agli amministratori, al personale dipendente e ai consulenti della RAI. L’ammontare del contributo per quotidiani e riviste dipenderà anche dal numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30% delle copie distribuite per le testate locali e al 20% per quelle nazionali) e dagli utenti unici raggiunti, oltre che dal numero di giornalisti assunti. Sono previsti “criteri premiali'” per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori under 35 e limiti massimi al contributo erogabile (50% del totale dei ricavi dell’impresa). Infine, si è voluto meglio definire il concetto di quotidiano on line.

Restano sul tappeto, infine, le problematiche legate alle concentrazioni editoriali e al superamento di norme antitrust concepite in stagioni lontane, questioni che vanno riportate al centro del dibattito pubblico e parlamentare e tradotte in norme di legge, tenendo conto anche degli indirizzi generali definiti dall’Unione Europea.

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi