Tra passato e presente … Silvio Berlusconi ha compiuto 80 anni!

L’ultra liberale e padre di Forza Italia Silvio Berlusconi, forse se lo immaginava diversamente questo compleanno. Alle prese con una complicata riabilitazione dopo la difficile operazione al cuore del giugno scorso, con un partito dilaniato da una (presunta) lotta per la successione, con una travagliata e dolorosa cessione del suo amato Milan, con una situazione di forte contrasto con Vivendi per la cessione dei canali digitali, con un contenzioso in corso con la ex moglie per il consistente “assegno di mantenimento”. Insomma Silvio Berlusconi taglia il traguardo degli 80 anni con una serie di preoccupazioni che lo costringeranno ad essere più attivo e presente che mai.
Le indiscrezioni di questi giorni lo descrivono fra l’infastidito e l’ironico di fronte alla lettura dei quotidiani che parlano di lui in termini commemorativi. E fa quindi trapelare indicazioni precise, che sintetizza nell’unica intervista concessa in questi giorni, sulla sua intenzione di rientrare in campo con una nuova e forte iniziativa politica. Del resto i tentativi di proporre al partito un suo pupillo in grado di raccogliere la sua eredità politica non sono mai decollati. Volti nuovi creati dal nulla, profili diversi in grado di rompere con i vecchi schemi, niente per ora che sembra convincerlo al punto di indurlo ad un ritiro secco dalla ribalta. Ecco allora che dice ai dissidenti di Forza Italia, ai vecchi leoni che in varie forme si affannano per giocarsi la loro chance, ai giovani desiderosi di spazi di manovra, “fermi tutti torno io“.

Il lavori di Stefano Parisi per creare una leadership alternativa, in grado di mettere insieme le diverse e sbandate anime di Forza Italia, non sembrano avere lo slancio giusto. In molti non si sono sbilanciati in suo favore, tanti perchè in attesa del “Verbo” del “vecchio capo”. Vedremo se il preannunciato ritorno in campo sarà  in grado di ricompattare tutti, anche quelli che attendono l’esito del referendum per decidere se fare addirittura il salto della barricata. Certo sono passati ormai ventidue anni da quel fatidico gennaio del 1994 quando il Cavaliere annunciò la sua discesa in campo con una abilissima operazione mediatica. Una marcia di avvicinamento resa più facile dalle capacità di un imprenditore di successo nel settore dei media e dello spettacolo. Uno in grado di creare dal nulla, grazie anche ai buchi della normativa e alla vicinanza politica con Bettino Craxi, un’alternativa importante nell’offerta televisiva di un Paese inchiodata ai tre canali RAI e ad una serie di sgangherate tv private. Uno in grado di fare edilizia di successo pensando alla grande, quasi da pazzo visionario annunciando e realizzando nuove “citta’”, come la famosa Milano 2. Uno che ha fatto della passione sportiva sua e di suo padre motivo di business e di proscenio mediatico ed elettorale comprando per due lire il vecchio Milan, divenuto in pochi anni leader nel suo mercato di riferimento, marchio conosciuto e copiato in tutto il mondo.

Poteva avere difficoltà uno cosi, un marziano nell’Italia degli anni ’80, a sfondare nel grigio e devastato mondo politico del dopo CAF e nel bel mezzo di Tangentopoli? No. Certo non sono stati anni facili. Vicende giudiziarie pesanti hanno accompagnato la vita politica del Berlusconi leader di Governo e del Berlusconi capo dell’opposizione. Hanno condizionato pesantemente l’immagine del Premier  e dell’imprenditore, quella del Paese che rappresentava. Quella stessa attenzione mediatica che ha caratterizzato i suoi anni ha contagiato i suoi “persecutori”, giudici che mai avevano frequentato studi televisivi e parlato a una telecamera accesa sono stati da lui contagiati, in una sorta di nemesi mediatica che ha amplificato i suoi guai con la giustizia. Poi ci ha messo del suo con una serie di sbagli personali, di cadute di stile, che però  appartengono in gran parte a una sfera diversa. Adesso vedremo cosa accadrà con questo passaggio simbolico degli 80 anni di vita. Forse un Berlusconi più riflessivo, reso più concreto dalla malattia, saprà intervenire con decisione per riparare il motore della sua creatura più amata, Forza Italia, rendendosi però conto della sua insostituibilità. Mettendo quindi in pratica le famose ripartenze di Arrigo Sacchi. Sarà forse guardato anche con una maggiore benevolenza da tutto quel cotè politico e non solo (vedi la stampa) che in questi decenni è campato grazie alla contrapposizione con il Cavaliere, non sapendo proporre temi diversi, facendone quasi una ragione di esistenza. E allora potrà, come ha scritto Lucio Battisti e cantato l’Equipe 84 nella mitica “29 settembre”, guardare “il mondo che girava intorno a me“.

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