Giusto dare nuovi diritti agli animali da compagnia?

Secondo i dati Eurispes raccolti nel Rapporto Italia 2016, circa la metà degli italiani accudisce uno o più animali da compagnia.

I dati divulgati ci dipingono come un popolo amante di cani gatti,  pesci e rettili.  Accudirli ha un costo di circa 50 euro al mese, logica conseguenza è che il mercato dei prodotti per la loro l’alimentazione sfiori i due miliardi circa.

Il 7,4% degli italiani ha dichiarato di accogliere oltre dai quattro animali in su nella propria abitazione, il 13% tra i due e i tre, mentre il 22,5% ne accoglie uno solo.

Walter Rizzetto deputato di Fratelli d’Italia e referente del comitato Terra Nostra, individuando il nuovo bisogno dei cittadini, ha recentemente presentato una proposta di legge in cui chiede l’istituzione di un servizio sanitario veterinario convenzionato per la cura di cani e gatti che sia gratuito per le persone appartenenti alle fasce della popolazione meno abbienti.
Abbiamo incontrato Rizzetto il quale ci ha dichiarato che «La presenza di un animale domestico rappresenta un affetto e molto spesso un rimedio contro la solitudine, penso ad esempio alle persone anziane rimaste sole a cui dovrebbe essere garantito  un servizio veterinario convenzionato per i propri cani e gatti qualora per motivi di reddito siano già esenti dalle spese del Servizio sanitario nazionale».
Il deputato ha evidenziato inoltre la necessità che le prestazioni in convenzione siano erogate anche nei casi di animali abbandonati o dispersi e curati da associazioni senza fini di lucro.  «Già in passato – continua Rizzetto – sono state avanzate delle proposte in Parlamento per istituire questo servizio, ma non hanno avuto alcun seguito. E’ questo un passo fondamentale per l’evoluzione della vigente normativa a tutela degli animali, istituendo contestualmente una adeguata anagrafe canina e felina a livello nazionale quale presupposto per accedere al servizio in convenzione».
Certo è che gli italiani sembrano aver accolto nella loro cultura di base i precetti di San Francesco e che quindi riconoscono sempre di più la necessità di dotare di più diritti gli animali e non solo di quelli domestici.

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