Pizzarotti lascia il M5S: è arrivato il tempo per un partito di ex-grillini?

Era inevitabile, anzi forse si è ritardato fin troppo: Federico Pizzarotti lascia il Movimento 5 Stelle. Lo fa di sua volontà, almeno ufficialmente, “non posso che uscire da questo Movimento 5 Stelle” dichiara. Pizzarotti non viene escluso dal Direttorio, da Grillo o da una votazione on-line, ma da troppo tempo lui e il Movimento erano in aperta polemica sui media e sui social, senza aver mai avuto un incontro ufficiale.

La sua potrebbe essere scelta strategica oltre che ideologica. A Parma si andrà a nuove elezioni tra un anno, la maggioranza degli eletti al Comune lo sostiene, ma non il Movimento e il rischio che gli venisse tolto il simbolo e il supporto politico era grosso. Pizzarotti ha quindi il tempo per curare la campagna elettorale e creare una sua maggioranza. Il Sindaco di Parma è forte di un’attenzione mediatica particolare e di aver saputo amministrare positivamente la città che ha ridotto del 45% il debito comunale, avviando una serie di lavori pubblici e accordi che ne hanno migliorato le condizioni economiche e urbanistiche.

Ma il “Pizza” potrebbe non fermarsi qui. Sono troppi i fuorisciti, gli espulsi e in generale gli scontenti del partito di Grillo. Il Parlamento italiano numera circa 37 ex-grillilini, 18  alla Camera e 19 al Senato, di cui 10 espulsi. Senza contare una discreta quantità di sindaci ed eletti sparsi sul territorio nazionale a cui, non è difficile immaginare, si aggiungerebbero coloro che ufficialmente sono dentro il M5S ma ne rimangono marginalizzati.

Il tempo sembra quindi maturo per un nuovo partito, magari con linee programmatiche in accordo col Partito Democratico, quello che avrebbero voluto molti attivisti all’inizio dell’avventura parlamentare. Troppo difficile non rimpiangere quel che poteva essere nel 2013 e non è stato, cioè a un Parlamento formato da una maggioranza  PD-M5S, ponendo finalmente fuori da ruoli di governo il Centrodestra che, nonostante lo sfilacciamento del suo partito principale e il ritiro di Berlusconi, eccezion fatta per brevi parentesi, continua a governare ed essere nella maggioranza delle istituzioni parlamentari da oltre un ventennio.

 

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