Via libera del Senato al ddl Cinema

Oggi il Senato ha approvato il disegno di legge riguardante la Disciplina del cinema e dell’audiovisivo. Il provvedimento (passato con 145 voti a favore, 6 contrari e 30 astenuti) sarà ora sottoposto all’esame della Camera.

Il ddl intende rilanciare e sviluppare il settore cinematografico e audiovisivo, considerati dalle norme costituzionali europee ed internazionali “fondamentali mezzi di espressione artistica di formazione culturale e di comunicazione sociale”.

Le opere audiovisive, in particolare quelle cinematografiche, sono considerate strategiche dall’Unione Europea, in quanto rispecchiano la varietà culturale delle diverse tradizioni e storie degli Stati membri dell’UE, e attraverso di esse si salvaguardano e diffondono e i valori le identità culturali specifiche, in una dimensione globale e tecnologica che tende a uniformarle sempre più.

In quest’ottica, sono previsti alcuni interventi che, con l’intento di contemperare la logica economica con quella più strettamente culturale e sociale, provano a restituire agli investimenti pubblici sul cinema una valenza culturale e sociale, che miri alla valorizzazione del cinema di qualità e alla formazione del pubblico, a partire dai giovani nelle scuole. Tali azioni, pur avendo una notevole incidenza sul mercato, non si configurano come aiuti di Stato (peraltro vietati dalle norme sulla concorrenza), ma rientrano tra le “eccezioni culturali” previste dai Trattati nell’ambito di ben delineati limiti.

Infatti, il provvedimento punta alla razionalizzazione e alla semplificazione degli interventi di promozione e sostegno per il cinema, tracciando un quadro unitario e stabile degli incentivi.

Per assicurare una puntuale  e sistematica valutazione sull’efficacia degli interventi, si istituisce quindi un nuovo organismo, il Consiglio Superiore del Cinema e dell’audiovisivo, composto da esperti di qualificata esperienza e diversa provenienza, che assicuri un dialogo stabile con gli operatori del settore e i diversi livelli di Governo e con il compito di effettuare un verifica sugli effetti degli interventi, allo scopo di indirizzare le politiche del Ministero in sede di elaborazione dei decreti. Tali attività di monitoraggio e valutazione saranno alla base della prevista Relazione annuale del Ministro al Parlamento.

Fra gli altri punti principali del ddl, si evidenziano: la piena attuazione della Costituzione e dei trattati dell’Unione Europea e Unesco che “riconosce, promuove e sostiene il cinema e l’audiovisivo quali fondamentali mezzi di espressione artistica, di formazione culturale e di comunicazione sociale”, l’istituzione del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’Audiovisivo con dotazione di 400 milioni di euro annui (a fronte degli attuali circa 200 milioni allocati su diversi fondi), prevedendo una quota di contributi garantita per contributi a progetti diretti prioritariamente ai giovani e ai contenuti di qualità. Inoltre, si determineranno nuovi parametri per l’accesso a contributi riconosciuti per opere già realizzate che terranno conto anche della qualità, della partecipazione a festival internazionali,  dei premi conseguiti (e non soltanto degli incassi al botteghino come nella legislazione vigente), così come saranno previste diverse percentuali del credito di imposta dal 15 al 40%.

Si prevedono, fra l’altro, l’istituzione di un Fondo di garanzia con dotazione di 5 milioni di euro l’anno, per garantire operazioni di finanziamento per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici; lo stanziamento di 120 milioni di euro di contributi a fondo perduto per cinque anni per favorire la diffusione omogenea delle sale sul territorio nazionale, con particolari agevolazioni per i centri storici e per i Comuni con meno di 15.000 abitanti, un piano straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, la formazione di insegnanti e lo sviluppo di corsi per l’educazione all’immagine, il riconoscimento delle “Film Commission” regionali come strumento essenziale di supporto alle imprese del cinema e dell’audiovisivo a livello regionale.

Il provvedimento è stato criticato dalle opposizioni perché presenta molto deleghe e conferisce una discrezionalità eccessiva al Governo sui requisiti di ammissione a tax credit e finanziamenti, che favoriranno gli attori forti della produzione e della distribuzione audiovisiva. Il passaggio alla Camera dovrà senz’altro migliorare questi aspetti, ancora discutibili.

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