Enti di Ricerca in Italia, un decreto per la semplificazione

di Marta Donolo

Le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato hanno svolto l’audizione del presidente del Coper, Massimo Inguscio, e dei rappresentanti di Enti di Ricerca (quali Enea, Isfol, Ispra, Iss e Istat) riguardo allo schema del decreto legislativo per la semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca.

L’obiettivo del decreto è quello di creare una rete trasversale tra i centri di ricerca e aumentare i finanziamenti, come nel caso dell’aumentare il FOE, Fondo Ordinario per il finanziamento Enti e Istituzioni di ricerca, gestito dal MIUR, accomunare le finalità per 20 enti di ricerca, sebbene 14 siano vigilati dal MIUR e 6 da altri ministeri. Nel PNR 2011-2013 sono definiti i parametri per l’assegnazione dei finanziamenti, che si basano sul sostegno all’incremento qualitativo dell’attività scientifica, su programmi e progetti specifici finanziati in base al merito e alla qualità (finanziamento premiale) e infine sui “progetti bandiera”, riguardanti settori strategici.

Nella disposizione riguardante le future assunzioni degli enti di ricerca si specifica che queste non avverranno più in base alle piante organiche del personale ma in base ai limiti alle risorse disponibili in relazione alle spese sostenute per il personale nei Piani triennali di attività. L’indicatore per l’applicazione del limite massimo alle spese per il personale si calcola rapportando le spese complessive di personale di competenza dell’anno di riferimento al contributo per il funzionamento assegnato dallo Stato nel medesimo anno”. Gli enti non potranno superare il limite dell’80% di tale rapporto (tranne per quegli enti che, per legge, hanno un limite di spesa di personale superiore all’80%).

La situazione finanziaria di alcuni tra i maggiori enti di ricerca è complessa. Anche il tipo di valutazione presenta non pochi problemi.

L’Enea, ente commissariato e con un età media dei dipendenti alta (52 anni), con 100 pensionamenti annuali che hanno costi elevati, è caratterizzato al momento da una diminuzione del contributo ordinario dello Stato. L’effetto positivo di questa diminuzione si trova nella spinta a cercare e ottenere altre fonti di finanziamento (52%). Un altro problema riguarda la gestione dell’Ecobonus, che ha grandi consensi ma per l’attuazione del quale sono necessarie un numero maggiore di risorse umane.

L’Isfol ha evidenziato la necessità di un piano straordinario dei concorsi in quanto i lavoratori dell’ente non sono solo ricercatori, e necessitano di un apparato amministrativo più solido. La valutazione per enti non vigilati dal MIUR, inoltre, oltre che la ricerca scientifica e accademica, con un sistema di valutazione standard (ANVUR), necessita la valutazione per la cosiddetta“terza missione”o terza generazione di ricerca. Il monitoraggio, infatti, riguarda solo la disseminazione dei risultati e la comunicazione.

L’Iss, organo peculiare perchè oltre ad essere ente di ricerca è un organo tecnico scientifico del Servizio Sanitario Nazionale, si occupa della gestione dei trapianti, dei macchinari, dei farmaci, dei siti inquinati. Il taglio ai finanziamenti, inoltre, non ha consentito finora l’assunzione dei 500 precari e dunque l’Ente necessita di finanziamenti extra.

L’Ispra è caratterizzato dalla necessità di licenziamenti e da un processo di svecchiamento. Il contributo ordinario deriva direttamente dalla legge di bilancio, partita di giro del Ministero dell’Ambiente, che non riesce a fare fronte al deficit strutturale di 10 mln di euro. Risulta dunque necessario armonizzare le finalità dei finanziamenti tenendo presente che la ricerca non è libera ma vincolata ai compiti istituzionali.

L’Istat riconosce al decreto di aver posto la ricerca all’interno di un intervento legislativo di rango primario. Nel processo di rafforzamento della governance europea, il peso del concetto di indipendenza nella produzione delle statistiche deve però tenere conto dell’impossibilità del commissariamento perchè il livello di controllo si sovrappone agli strumenti di tutela giuridici della funzione statistica di libera informazione.

Le diverse specifità tra enti MIUR e non MIUR sottintendono dunque che i concetti di ente pubblico di ricerca di base e finalizzata, o di ente strumentale e non, non esistono perchè tutti gli enti hanno in parte entrambe le attività. Nel processo di semplificazione manca dunque una visione di insieme.

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