“Giorno dell’Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate”. L’intervista al Capogruppo Pd in Comm. Difesa Antonino Moscatt

Oggi 4 novembre si celebra il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate. Inizialmente nato come “Festa della Vittoria” viene oggi celebrato per commemorare la fine della Prima guerra mondiale che ha completato il processo di unificazione italiana grazie anche all’operato delle nostre Forze Armate.

Otto Fiori, proprio nei pressi di Montecitorio, ha avvicinato Antonino Moscatt, che in veste di Capogruppo Pd in Commissione Difesa, su questo particolare giorno, è spesso intervenuto. 

Onorevole Moscatt può spiegarci il perché di queste due celebrazioni nella stessa giornata?

Finalmente il 4 Novembre del 1918 entra in vigore l’Armistizio con l’Austria e alla successiva Conferenza di Parigi l’Italia ottiene come paese vincitore il Trentino Alto Adige, la Venezia Giulia, l’Istria e alcuni territori del Friuli, completando, così la lunga fase di unificazione cominciato già nell’era napoleonica. La vittoria è stata possibile grazie ai grandi eroi della nostra patria come Mazzini e Cavour, ma anche grazie ai grandi eroi che si sono arruolati come volontari o regolari nelle nostre Forze Armate”.

Quali sono i eventi in programma?

 In mattinata, qui a Roma, presso l’Altare della Patria e davanti a più di mille uomini e donne delle Forze armate e dei Corpi armati dello Stato e reparti a cavallo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti e dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, renderà omaggio ai Caduti con la deposizione della corona al ‘Milite Ignoto’. moscatt-rai-parlamentoAl termine di ciò un paracadutista militare, atterrerà al centro di Piazza Venezia con una bandiera tricolore di 250 metri quadrati mentre la Pattuglia Acrobatica Nazionale disegnerà il Tricolore sul cielo di Roma. Saranno schierati una rappresentanza degli assetti militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza che sono stati impiegati nell’ambito delle operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dal sisma. A livello nazionale, la giornata. La ricorrenza del 4 novembre sarà celebrata anche in 28 città italiane con l’iniziativa ‘Caserme Aperte’ e ‘Caserme in Piazza’. Dopo i recenti eventi sismici il concerto della banda militare ad Amatrice è stato annullato”.

Perché è importante ricordare ma soprattutto celebrare questa giornata?

La guerra fu uno sforzo grandissimo per l’Italia. La collettività si è unita e insieme ha condiviso lo sforzo mai così grande finora. Pensiamo ai numeri: 5000000 di mobiliati, 680.000 caduti e 270.000 di mutilati. Sono venuti a mancare creando dei voti enormi nella nostra società. Sono stati dei lunghi tre anni e mezzo di lotta. Pensiamo alle famiglie, alle piccole comunità locali private dei loro cari, delle loro guide, dei loro compagni e amici. L’unità italiana ha unito il popolo che ha condiviso insieme anche le sofferenze, rendendolo un sentimento condiviso. Gli italiani ottennero non solo l’unità istituzionale, ma anche la consapevolezza di aver partecipato a uno scopo comune da raggiungere attraverso lo sforzo collettivo di ciascun italiano, dove non contava più la provenienza o classi sociali. Davanti allo sforzo e alle sofferenze della guerra non eravamo più ricchi o poveri, siciliani o lombardi, giovani o anziani. Eravamo, per la prima volta un Popolo. Ecco, prima di tutto eravamo un unico Popolo che grazie a questa unità e sforzi comuni avrebbe finalmente avuto la possibilità di condividere lo stesso territorio unito in tutte le sue parti mancanti. Un popolo che combatteva affinché il suo popolo fosse al completo, combatteva per un solo e unico destino: l’unità. E per questo l’unità italiana è importante, perché riunisce non solo nello stesso territorio ma anche nello stesso sforzo la realizzazione del proprio destino. E questo destino non sarebbe stato possibile realizzarlo se non grazie anche ai nostri eroi, alle nostre Forze Armate”.

Tante grazie Onorevole…

Grazie a Lei, buon lavoro e … viva l’Italia!”

Otto Fiori

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