VIDEO – Renzi alla Camera riferisce sul terremoto

Oggi alla Camera l’informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi sui recenti eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia. Ecco il testo e il video dell’intervento:

Signora Presidente, onorevoli deputati, [..]

Domenica 30 ottobre, alle 7,40 del mattino un terremoto 6.5 ha colpito di nuovo il Centro Italia. Si tratta della più violenta scossa registrata in questo Paese dal terremoto del 1980 in Irpinia. Il fatto che non vi siano stati morti – elemento che ovviamente ci consola e ci solleva – non è un elemento che possiamo utilizzare per far finta di non vedere che un terremoto 6.5 crea problemi di natura straordinaria. L’Aquila, l’Emilia Romagna, la stessa scossa di Amatrice e l’Umbria del 1997 non avevano avuto questo livello di profondità e di Pag. 56violenza. I territori che sono stati colpiti sono i territori che conosciamo, in particolar modo l’epicentro, fra i comuni di Norcia, Castel Sant’Angelo sul Nera, Visso, già duramente provati dal 6.0 del 24 agosto, dal 5.4 e da un nuovo 5.9 del 26 ottobre, oltre che da decine di migliaia di scosse di assestamento e potremmo continuare, naturalmente, con Ussita, con Preci, con tanti altri comuni che soffrono la difficoltà di questo evento.

Il terremoto del 24 agosto aveva, invece, provocato 298 vittime, in particolar modo ad Amatrice, ma anche ad Accumuli e Arquata del Tronto, segnatamente nella frazione di Pescara. L’evento sismico, dalle poco più di 1.200 persone che erano assistite al 26 ottobre – un numero che era in calo dopo il picco massimo di 4.807 raggiunto il 5 settembre –, ha visto oggi aumentare fino a un livello di oltre 30 mila il numero degli assistiti nei territori delle quattro regioni colpite (fatemi ringraziare, per la straordinaria collaborazione, i presidenti delle regioni e gli amministratori locali). Di questi, circa un terzo (11 mila) sono alloggiati in alberghi e in strutture ricettive, sia nei territori direttamente interessati sia lungo la costa marchigiana e nell’entroterra umbro, mentre le altre persone sono ospitate presso strutture pubbliche rese disponibili a livello comunale.

Al 25 ottobre, gli operatori in campo erano circa 2.500; ad oggi sono oltre 6.500, dispiegati sul territorio, tra i vari appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle forze di polizia, alle Forze armate, ai servizi sanitari regionali, ai centri di competenza tecnica scientifica, alle organizzazioni di volontariato nazionale. Tutto questo lavoro è un lavoro rispetto al quale, a nome del Governo, voglio esprimere gratitudine alle realtà interessate (Applausi). Abbiamo dimostrato, una volta di più, che nell’emergenza l’Italia ha pochi paragoni al mondo. Quando parliamo delle vittime – ahimè ! – rivolgiamo naturalmente un pensiero commosso e affettuoso alle persone che hanno perduto la vita e ai loro cari che soffrono la presenza di un’assenza così forte, così drammatica. Però, contemporaneamente, diciamo anche che il sistema dell’emergenza ha consentito di salvare 238 persone. Tanto per dare un quadro di riferimento, a L’Aquila erano state 112 le persone salvate.

Le forme di assistenza garantita alla popolazione sono state diverse rispetto a quelle di fine agosto, intanto per un fatto semplicemente climatico e in secondo luogo perché vi è un elemento innovativo, oggettivamente legato all’ampiezza dei territori coinvolti. Il terremoto del 30 ottobre è in pieno autunno, in un territorio prevalentemente montano. Abbiamo cercato di evitare l’allestimento di tendopoli. Questo fatto ha creato qualche elemento di tensione, in particolar modo all’inizio, ma è evidente che noi non possiamo far passare un inverno nelle tende a quelle popolazioni, a quei livelli di altitudine. Dunque, abbiamo aperto un ragionamento con gli amministratori locali per individuare, già nella prima fase di emergenza, soluzioni alloggiative di prossimità, che sono però provvisorie e precedenti l’arrivo delle casette di legno, con le quali dovremmo probabilmente affrontare l’intera fase della ricostruzione. Sotto questo profilo, l’arrivo dei moduli abitativi, i cosiddetti container, è fondamentalmente una scelta che rimettiamo alla decisione delle amministrazioni locali, con le quali il rapporto è costante e ovviamente complicato in ragione dell’emergenza che si crea, ma è anche molto positivo per lo spirito che questi stessi amministratori stanno mettendo a disposizione delle loro comunità. Non è semplice affrontare un’emergenza che durerà mesi. Il livello di qualità delle amministrazioni pubbliche locali è, senza dubbio, innanzitutto un elemento umano, ma va rafforzato con la presenza di ulteriori collaboratori e l’ultimo decreto-legge va esattamente nella direzione di affidare agli amministratori locali la possibilità di avere forme di cooperazione e collaborazione più forti e più puntuali.

Accanto a questo tema, esiste, poi, la particolarità dell’attenzione agli edifici scolastici. Gli eventi sismici hanno ulteriormente aggravato i danni agli edifici scolastici del territorio. Stiamo facendo una nuova analisi puntuale, edificio per edificio, per verificare quali sono, anche per quelli che erano già stati dichiarati agibili dopo il 24 agosto, eventuali danni in tutte le realtà delle quattro regioni.

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