Rassegna del 1 dicembre

UE

Difesa comune. Fra terrorismo e Trump meglio cautelarsi: la Commissione ha proposto un nuovo fondo europeo per la Difesa (Romano sul Sole)
 
Europarlamento. Pittella si candida: “Con me il governo e tutto il gruppo dei S&D”. Un popolare (anonimo): “Pittella non ha nessuna chance di vincere. E rischia pure di perdere l’incarico di capogruppo” (Romano sul Sole)

INTERNI
Carta canta. Il regolamento del Pd parla chiaro: al Parlamento “non è ricandidabile chi ha ricoperto la carica per la durata di tre mandati”.  Uno di questi è Franceschini… (Bechis su Lib)
 
Autorevolezza. L’aumento agli statali è una delle notizie principali ma Repubblica piazza l’intervista al ministro Madia nel settore Economia a pag. 24 senza richiamo in prima
Levateje er vino. Travaglio livoroso: chi vota Sì lo fa per “paura, interesse, conformismo e servilismo”. Sprezzante con Prodi: “Complimenti per la lucidità e la coerenza”. Dopo metà caraffa: “Salviamo la nostra costituzione da questi lanzichenecchi” 
 
Cnel? No, dittatura. Secondo un illuminato giudice di Bologna, uno crede di votare per la riforma costituzionale in realtà, se vota Sì, sta votando per l’introduzione dello Stato di polizia con le forze dell’ordine schierate in piazza. Ma chi vota Sì, essendo notoriamente un gonzo, non può saperlo (Gramellini su La St)
 
Delusione. Nemmeno il Manifesto prende bene la decisione di Prodi. Titolo di apertura in prima: “Derive e Approdi”
 
Un genio. Prodi è un genio: spiega le ragioni del suo Sì dando ragione al No (Jena su La St)
 
Effetti collaterali. Il referendum è l’occasione per i big della politica in Campania per misurarsi e vedere chi comanda veramente (Mainiero sul Matt)
 
Con stima e affetto. Scalfari su Rep: “Caro Zagrebelsky sei in pessima compagnia e dovresti forse riflettere un momento, anche se so che non lo farai”
 
ROMA
Provincialismo. Massimo risalto ai giornali e sui siti al fatto che la Raggi parli un ottimo inglese. Ma in tutto il mondo è normale e certamente non fa notizia che un sindaco parli bene inglese (Voltattorni sul Cds)
 
Crepe. Mazzillo e Marra ai ferri corti per la questione delle graduatorie delle case comunali. Negli uffici che assegnano le case succede di tutto: anche di scalare in un giorno solo la graduatoria e passare dal numero 2658 al numero 1 (Dellapasqua sul Cds)
 
Ostia. L’ex mini-sindaco Tassone indagato per abuso di ufficio: volle assolutamente 12 chioschi sul lungomare ma erano tutti intestati ad un rumeno senza fissa dimora (Costantini sul Cds)
 
Riprova. La Giunta si “dimentica” di aumentare le tariffe per l’occupazione di suolo pubblico a camion-bar e per i tavolini all’aperto. Anche i grillini sono “sensibili” alla lobby della famiglia dei caldarrostai (Evangelisti sul Msg)
 
Mafia Capitale. Al Dipartimento Politiche Sociali, che si occupa fra l’altro del verde pubblico, non si riesce a rimpiazzare legalmente le cooperative legate a Buzzi (De Cicco e Rossi sul Msg)
 
De profundis. I costruttori romani: “Città paralizzata e in balia di se stessa. Manca una strategia perfino sulla manutenzione ordinaria” (Giuffrida su Rep)

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