Consultazioni: le dichiarazioni dei gruppi. Gentiloni verso la stessa maggioranza di Renzi

Dopo quelle di Sergio Mattarella per il preincarico, anche le consultazioni di Paolo Gentiloni per verificare gli spazi per un nuovo governo sono volte al termine. E all’appello, come previsto, non hanno risposto Lega Nord e Movimento 5 Stelle, le cui delegazioni hanno rifiutato di incontrato il presidente del Consiglio individuato dal Quirinale: Salvini e Grillo puntavano al voto subito, senza passare neanche da una nuova legge elettorale.

La maggioranza su cui potrà contare l’ex ministro degli Esteri dunque sarà più o meno la stessa di quella di Renzi: naturalmente il Partito Democratico, dal quale ci sarà “sostegno attivo e pieno, leale e condiviso” come spiega Ettore Rosato, perché “il lavoro che spetta a questo Governo sarà complesso, delicato, ci sono cose importanti da affrontare e noi daremo il nostro contributo di idee e di proposte”; e poi ancora Area Popolare: “Abbiamo confermato al presidente incaricato che riteniamo fondamentale per il senso di responsabilità e per il momento che ci vede protagonisti, ribadire il nostro appoggio alla nascita del governo Gentiloni – ha spiegato Maurizio Lupi – Quello che abbiamo detto è che ci auguriamo che l’azione del nuovo governo permetta di instaurare un clima di dialogo positivo e che veda su alcuni temi un confronto parlamentare indispensabile, e ci riferiamo alla legge elettorale. E poi ci auguriamo una azione importante urgente su alcuni contenuti che sono collegati ad alcune reali emergenze di tipo economico e sociale: riteniamo che il governo debba impegnarsi a proporre azioni importanti anche nella continuità”. Poi c’è anche il gruppo delle autonomie linguistiche, ma il nodo da sciogliere semmai è quello dei cosiddetti verdiniani: Ala, dopo aver più volte fornito voti importanti soprattutto al Senato al governo Renzi-Alfano, adesso reclamerebbe spazio anche nelle postazioni di governo.

All’opposizione, ma senza l’assoluta fretta di andare a votare, rimane Forza Italia: “La nostra sarà un’opposizione senza sconti – dice Renato Brunetta – Verificheremo la discontinuità o meno del governo Gentiloni dalla fallimentare esperienza del Governo Renzi, in politica estera, in politica economica, nel modo di affrontare i dossier più delicati: banche, sicurezza, immigrazione. E ancora, nello stile del potere, nel rapporto tra esecutivo e parlamento, nel rapporto tra maggioranza e opposizione: troppe volte Renzi ha calpestato l’opposizione e questo è inaccettabile”.

Paolo Romani però ricorda che “questo governo nasce alla vigilia di impegni importanti e ci ha fatto piacere sentire che sarà delegata solo al Parlamento la legge elettorale. Sulla quale si può già iniziare a lavorare: in accordo con Lega e Fdi ci incontreremo già domani per iniziare a discutere e cercare di capire quale può essere una piattaforma comune, che tenga di conto l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità, lontana dall’attuale Italicum che probabilmente la Consulta smembrerà”.

E anche per Giorgia Meloni “l’unica cosa per cui il governo Gentiloni può stare in piedi è armonizzare le due leggi elettorali, quindi si facciano parte dirigente per fare una legge elettorale in tempi rapidissimi con la più ampia partecipazione del Parlamento: per noi si può fare entro fine anno ed entro marzo si deve andare a votare”

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi