Quando l’arte è donna: 70 anni dal voto alle donne

La mostra alla Camera dei Deputati a 70 anni dalla conquista del vo(l)to

di Marzia De Cesare

“Vo(l)to di Donna” in mostra alla Camera dei Deputati fino al 18 dicembre, laddove 70 anni fa quel “volto” entrò a pieno titolo nell’elettorato attivo e passivo. L’emancipazione femminile narrata dall’arte, dove la donna da “ritratto” diviene protagonista, organizzatrice e promotrice dello stesso atto creativo. L’esposizione vuole mettere al centro questa realtà, non sufficientemente valorizzata, insieme ai nomi noti di un settore che dà lustro al nostro Paese.

4defccd25e88a9636323b523e0e1e8c2_xlOggi le donne, per la prima volta nella storia della Repubblica, costituiscono il 30% del Parlamento – dichiara la Presidente Laura Boldrini il giorno dell’inaugurazione – tuttavia molte di esse si trovano in una situazione estremamente difficile: in Italia solo il 47% lavora (una delle percentuali più basse d’Europa) e quando hanno figli troppo spesso sono costrette a scegliere tra maternità e lavoro. Sono inoltre le più insultate dal web, le più umiliate e odiate. Non possiamo accettarlo, dopo aver combattuto tante battaglie, dobbiamo reagire”. Sottolinea il grande omaggio” all’impegno femminile rappresentato dalla mostra, a conclusione delle celebrazioni per i 70 anni del voto alle donne.

Il lungo percorso intrapreso per conquistare tale diritto è descritto in pannelli che precedono le tele esposte nella Sala della Regina: un corpus di 80 opere – pittoriche, scultoree e fotografiche – di artiste italiane che con la loro carica innovativa hanno trasformato il Novecento e l’inizio del nuovo millennio.

Dalle nuove frontiere della violenza verbale e psicologia, cui fa riferimento la Presidente Boldrini, si arriva allagiosetta-fioroni-partecipa-alla-mostra-volto-di-donna-300x204 violenza fisica, all’omicidio qui rappresentato dall’esposizione dell’abito che Pippa Bacca indossava in una strada di Istanbul durante la performance itinerante “Spose in viaggio”(Bride on tour). Per promuovere la pace e la fiducia nel prossimo, l’artista stava attraversando in autostop 11 paesi teatro di conflitti armati vestita in abito da sposa. Fu violentata e assassinata in Turchia nel 2008.

La rilettura dell’immagine femminile avviene attraverso 3 sezioni distinte: la prima dedicata alle “donne ritratte dagli uomini”, gli artisti che della donna hanno fatto fonte di ispirazione per il proprio impegno estetico. Qui troviamo opere di Giorgio De Chirico (Le Bagnanti con drappo rosso nel paesaggio – 1945), Giacomo Balla (Ritratto di Benedetta – 1951), Mario Schifano (Venus – 1990/1995), Alberto Savinio (autore dello splendido Ritratto di Palma Bucarelli – 1945 prestato dalla Galleria Nazionale d’arte moderna di Roma e scelto come immagine-simbolo della mostra), Renato Guttuso (Le cucitrici – 1947) ed altri; nella seconda e nella terza parte della mostra l’opera è “donna”, attrice ed autrice al tempo stesso. Il linguaggio artistico, dapprima utilizzato come strumento di rivendicazione sociale (in particolare negli anni 60-70) esaurisce gradualmente lo spirito contestativo per divenire strumento di autoaffermazione, la contrapposizione della microstoria personale alla storia universale. Possiamo ammirare le opere di Benedetta Cappa Marinetti (Luci e rumori di un treno notturno – 1926), Adriana Pincherle (Ritratto di Elena con cappellino – 1951), Paola Levi Montalcini (Interferenze – 1979), la scultura di Antonella Zazzera (Fili di alluminio intrecciati – 2012), Paola Gandolfi (Maddalena – 1996) e gli scatti con Pippa Bacca e il suo vestito da sposa.

L’ultima sezione, dedicata al presente, ospita le “nuove italiane”, sedici artiste provenienti da ogni parte del mondo, che hanno scelto il nostro Paese come seconda patria, spinte da ragioni sociali, motivazioni artistiche fino alla fuga da realtà dure e dolorose. Sono donne che esprimono il proprio universo interiore attraverso forme, luci e colori. Tra loro l’argentina Isabel Carafi, la giapponese Fukuschi Ito, la senegalese Medina Sow MBodji. Ed ancora le splendide creazioni di Pegah Salimi Elizi originaria dell’Iran (“Desiderio di Libertà – 2016”) e di Hong Zhang autrice cinese dell’opera Summer Holiday.

L’esposizione, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, la Fondazione Nilde Iotti e l’Associazione culturale ArtisticaMente, è organizzata da MetaMorfosi ed è nata da un progetto di Graziella Falconi e curata da Silvia Pegoraro con Graziella Falconi e Anna Carla Merone. Dalle parole di Piero Folena, Presidente di MetaMorfosi, emerge la ferma volontà di far diventare Vo(l)to di donna una mostra itinerante che nei prossimi mesi e anni, nelle città e nelle scuole di tutto il Paese, potrà dar voce soprattutto alle nuove generazioni che intendono fare dell’arte la propria scommessa di vita.

INFORMAZIONI
Vo(l)to di Donna, Palazzo Montecitorio, Camera dei Deputati, Sala Della Regina, dal 1 dicembre al 18 gennaio.
Ingresso libero.
Orari, da lunedì a venerdì 10-18.
Domenica 11 dicembre e 15 gennaio, in occasione di “Montecitorio a Porte Aperte” 10,30-16. Info.06.67601 oppure www.camera.it

 

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