Gentiloni incassa la fiducia. Ok dalla Camera.

Il Governo Gentiloni passa il primo esame ed incassa la fiducia alla Camera dei Deputati con 368 si, i no sono stati 105. A ventiquattro ore dal giuramento in Quirinale, l’Esecutivo guidato dall’ex-ministro passa l’esame di Montecitorio al termine di una lunga giornata.

Italy's Prime Minister Paolo Gentiloni (C) attends the confidence vote to the new government, on December 13, 2016 in Rome. / AFP PHOTO / Tiziana FABI

Pieno sostegno del Partito Democratico al neo-Premier, come dichiarato dal capogruppo Ettore Rosato, il quale non pone limiti di tempo alla legislatura: “Presidente Gentiloni lei avrà da parte del nostro gruppo una solida, motivata e ampia fiducia. Questo Governo non per caso parla per molti aspetti di continuità per poter essere subito operativo e perché non è un Governo che ha un orizzonte di Legislatura ma deve affrontare le cose con prontezza“.

Non appena Giulia Grillo ha terminato il suo intervento in dichiarazione di voto sulla fiducia, tutti i deputati del Movimento Cinque Stelle si sono alzati e hanno lasciato immediatamente l’Aula, senza ascoltare l’intervento del capogruppo del Pd Ettore Rosato. Voci dicono che Beppe Grillo potrebbe presentarsi domani davanti il Parlamento per dare vita, assieme ai parlamentari ed attivisti, a un flash mob contro il nuovo Governo Gentiloni.

Nel corso delle dichiarazioni di voto, si segnalano due interruzioni: la prima durante l’intervento della deputata di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha messo in dubbio l’autorità del Premier:  whatsapp-image-2016-12-13-at-19-02-11Chiedo a Gentiloni come si sente a venire qui a presentare un Governo in piena continuità con quello Renzi, una figura poco dignitosa. Renzi si è dimesso perchè gli serve ricostruirsi una verginità, far dimenticare che ha speso 200 milioni di euro per il suo aereo e rimettersi il giubbotto di Fonzie, pensando che gli italiani non si accorgeranno che governano suoi prestanome

Seconda interruzione durante l’intervento di Massimiliano Fedriga della Lega Nord. Alcuni deputati hanno esposto degli striscioni in aula che, a detta di Fedriga, “riportano l’articolo 1 della nostra costituzione“.

Domani il voto di fiducia nell’aula di Palazzo Madama è previsto alle ore 9,30, dove inizierà la discussione generale, che proseguirà fino alle 13. Seguirà la replica del presidente del Consiglio, quindi le dichiarazioni voto e, alle 15, la prima “chiama” dei senatori. Quelli di Ala guidati da Denis Verdini non sosterranno l’esecutivo, la partita più dura per il nuovo premier è difatti al Senato.

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