Crisi del sistema bancario, le nuove iniziative della mozione Brunetta

di Marta Donolo

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta ha presentato le linee generali della mozione Brunetta n. 1-01452 (Nuova formulazione) concernente le iniziative in relazione alla crisi del sistema bancario. La crisi del settore bancario italiano esprime infatti un problema strutturale in particolare in relazione al rischio dei crediti in sofferenza e alla bassa redditività dei titoli, che costringe gli investitori a puntare solo sul mercato azionario e sulle attività considerate più liquide e sicure. Davanti a una situazione simile a quella del 2011, con il voto inglese a favore della Brexit e con i grandi fondi americani che voltano le spalle all’Europa, diventa doveroso aumentare il confronto tra le forze politiche europee. Le vicende più importanti della crisi sono dunque diventate prioritarie anche alla luce di anni di interventi tardivi. Durante le legislazioni precedenti, infatti, i partiti politici non hanno avuto come obiettivo il raggiungimento della solidità del sistema bancario.

I diversi provvedimenti di legge approvati negli ultimi anni si sono concentrati tuttavia su due punti cardine, la tutela del risparmio e la tutela della ricapitalizzazione. La tutela del risparmio ha evidenziato la necessità della prevenzione e del contrasto a condotte scorrette da parte degli amministratori che godono della piena informazione sui titoli di debito; è necessario infatti riconsiderare la complessità dei rapporti tra risparmiatori e banche nell’analizzare i problemi legati a un informazione più trasparente nell’assunzione dei rischi di investimento. Una forma indiretta di tutela dei risparmiatori fa capo alla  regolamentazione dei compensi degli amministratori con  stock option liquidabili solo dopo che lo Stato ha recuperato il suo investimento; i benefici degli andamenti positivi della banca devono infatti riguardare prima lo Stato che ha salvato la banca stessa e in seguito gli amministratori della banca. In questo senso opera anche la reintroduzione del reato del falso in Bilancio, che consente allo Stato di avviare azioni di responsabilità e l’istituzione di una commissione di inchiesta.

Un altro dei contenuti del decreto legge assicura un alto grado di tutela nella ricapitalizzazione delle banche. Sul fronte della solidità del sistema bancario è infatti necessario  convergere verso un intervento incisivo di Governo per rivedere la possibilità di costruire rapidamente il terzo pilastro del sistema bancario europeo che istituisce il fondo tutela depositi. La stabilità del sistema si lega inoltre alla proposta di rendere noti i nomi dei debitori maggiormente insolventi sia nei riguardi di banche oggetto di procedura di risoluzione sia nei riguardi di banche che stanno ottenendo il vantaggio dell’intervento precauzionale dello Stato. Alcuni interventi del decreto riguardano anche azioni di responsabilità pubblica contro gli amministratori su iniziativa dello Stato anche nel caso in cui il Consiglio di Amministrazione della banca non lo deliberi.

L’intervento statale di estrema ratio riguardante il caso della banca Monte dei Paschi di Siena ha evidenziato la difficoltà della banca nella gestione del denaro pubblico, della tutela del risparmio e dell’assunzione del rischio. L’unità di intenti del decreto dovrebbe dunque agevolare il lavoro parlamentare e il compito del Governo in una situazione di responsabilità pubblica e privata verso i risparmiatori. La mozione Brunetta si fa portavoce di un tema fondamentale che auspica una maggiore condivisione di obiettivi, come quelli che riguardano la trasparenza dell’informazione per i crediti in sofferenza e la necessità di regole chiare nella ricapitalizzazione delle banche.

 

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