Caso Ilaria Alpi: “Assolto presunto omicida. Fare chiarezza sul depistaggio”

A distanza di 23 anni, l’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin continua a far discutere dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di assoluzione pronunciata dalla corte di appello di Perugia nei confronti di Hashi Omar Hassan, indicato come l’esecutore materiale dell’omicidio. Hassan stava scontando la condanna in via definitiva a 26 anni per l’assassinio della giornalista italiana del Tg3 e il suo operatore, avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994. Secondo i giudici di Perugia, però, l’accusa che lo ha portato alla reclusione, rivoltagli dal connazionale Ahmed Ali Rage (noto come Gelle) era contraddittoria e falsa.

A seguito della sentenza, la verità sugli omicidi appare più vicina. L’appello a fare chiarezza è stato lanciato oggi alla Camera dalla mamma di Ilaria, Luciana, dagli avvocati della famiglia, in conferenza stampa col capogruppo del Pd in commissione Giustizia Walter Verini, il quale sintetizza: “La sentenza di Perugia dice quello che sapevamo cioè che Ilaria e Miran sono stati uccisi perché avevano scoperto un traffico di rifiuti e armi all’ombra della cooperazione e ha scagionato un innocente. Il nostro compito – sottolinea – è quello di tenere il faro acceso sulla vicenda che si può chiudere solo quando i responsabili del depistaggio saranno individuati e sarà fatta giustizia”.

Luciana Alpi sottolinea che la sentenza di Perugia “ci restituisce la speranza, dopo anni di depistaggi. Spero che i magistrati di Roma si decidano a darci giustizia e gradirei che il presidente della Repubblica leggesse le motivazioni della sentenza”. L’avvocato della famiglia Giovanni D’Amati sottolinea che la sentenza “non è punto di arrivo ma di ripartenza: chiederemo un colloquio al Procuratore di Roma, bisogna fare di più e noi non vogliamo lasciare nulla di intentato”.

Dai giornalisti l’impegno a tenere alta l’attenzione ma non solo. Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti dichiarano “Chiediamo ai media italiani di illuminare la loro storia con più forza e determinazione che mai, consapevoli che, se dei passi in avanti sono stati fatti sulla strada che porta alla giustizia, è proprio grazie al lavoro e alla passione di giornaliste e giornalisti che non si sono accontentati di una versione di comodo” annunciando la costituzione di parte civile dell’associazione e si rivolge ai magistrati di Roma: “Il depistaggio è evidente: ora a chi tocca tocca, vogliamo sapere chi e perché ha insabbiato”.

Il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, chiede alla Rai di “costituirsi parte civile” e in vista del 20 marzo, anniversario dell’omicidio della giornalista Rai, di dare vita al “nucleo di giornalismo investigativo, un modo per dire che c’è l’impegno diretto per la verità”. Il portavoce della presidente della Camera, Roberto Natale, ricorda l’attività di desecretazione degli atti della commissione d’inchiesta: “Sono 5.300 le pagine leggibili e a breve il processo di pubblicazione dei documenti sarà completato”

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