Rassegna stampa del 31 gennaio

ESTERI
 
Libia. La Ue deve aprire un dialogo con Haftar (Varvelli sul Fg)
 
ECONOMIA
 
Uscita dall’euro. Sarà pure un’Europa piena di contraddizioni ma ci consente di far parte di un sistema integrato. Se tornassimo alla lira, oltre al debito pubblico da saldare in euro, tornerebbero anche le barriere doganali verso Francia e Germania, cioè i Paesi dove esportiamo di più (Fubini sul Cds)
 
INTERNI
 
Stai sereno. Nelle motivazioni la Consulta non farà un generico invito alla “omogeneizzazione” delle due leggi elettorali ma elencherà una serie di punti da chiarire da parte del Parlamento. I cecchini non stanno aspettando altro… (Conti sul Msg)
 
D’Alema alza il prezzo. La minaccia di “scissione” è una forma di pressione per avere una quota di seggi sicuri per i suoi uomini (Scafi sul Gn)
 
L’antirenzismo fa miracoli.  Boccia (da sempre in lotta contro Emiliano in Puglia): “Emiliano è in grado di unire la sinistra” (int. sul Tempo)
 
Pd. Il governatore Rossi rompe il patto con Renzi e ritorna a casa “D’Alema” (Allegranti sul Fg)
 
Tajani non si impicci. Brunetta: “Lista unica con Forza Italia, Lega e Meloni. Tajani non è d’accordo? Si occupi del Parlamento europeo” (int. sul Cds)
 
ROMA
 
De Vito incastrato. All’epoca delle primarie per scegliere il candidato sindaco del M5s, contro De Vito fu preparato un dossier per delegittimarlo e spianare la strada alla Raggi. L’implacabile senatore Augello fece un esposto e ora l’inchiesta entra nel vivo (Lillo e Pacelli sul Ft e Canettieri sul Msg)
 
Alemanno. Dibattimento da rifare perchè un giudice del collegio giudicante sarà trasferito ad altro incarico (Errante e Pierucci sul Msg) 
 
Stadio. Rischio inondazione: il direttore del Dipartimento Urbanistica mette per iscritto il parere non favorevole del Comune e scarica tutta la responsabilità della scelta sulla Regione (De Cicco sul Msg)
 
Ama. Battaglia finale per la nomina del nuovo direttore generale: da una parte il gruppo di potere costituito da Muraro, Giglio, Marra e alcuni famosi avvocati e dall’altra la cordata del Nord imposta dalla Casaleggio Associati. I primi vedono come fumo negli occhi la candidatura di Stefano Bina, un manager estraneo a certe logiche (Vitale su Rep)

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