Pisapia lancia il suo ‘Campo progressista’ per spostare il Pd a sinistra”

di Otto Fiori

Giuliano Pisapia annuncia al Corriere della Sera la nascita del suo movimento “Campo progressista”: “Scendo in campo di nuovo. Ieri a Milano, oggi in Italia” e “mi metto al servizio di un impegno politico collettivo. II protagonista non sono io. Sono loro: le associazioni che lavorano sul territorio, le amministrazioni locali, il volontariato laico e cattolico“. Un progetto chiamato “Campo progressista” e “del tutto nuovo, che nasce con una grandissima ambizione: offrire altro, rivoluzionare la politica, cambiarla nel profondo. Vogliamo unire storie e percorsi diversi e costruire una casa comune, per riunire chi vuole fare qualcosa per la società e non trova il modo“, “faremo iniziative in diverse città, anche con sindaci e amministratori di piccoli e grandi Comuni. L’11 marzo faremo il primo grande incontro nazionale, a Roma. Poi apriremo le Officine per il programma“. E parla anche della prospettiva “ambiziosa” di “spostare il Partito democratico a sinistra. Per necessità numerica, il Pd è stato costretto a governare con forze che non erano né di sinistra né civiche. E il momento di andare oltre“. In caso di coalizione Campo progressista quanto può valere? “Non lo so. Ma penso che l’alleanza tra il Pd, noi, le liste civiche, gli ecologisti possa arrivare al 40 per cento. Certo, bisognerà vedere se la legge elettorale consentirà le coalizioni. Siamo una forza autonoma; non possiamo certo entrare in una lista con il Pd“.

Quanto ai i prossimi passi: “Faremo iniziative in diverse città, anche con sindaci e amministratori di piccoli e grandi Comuni. L’11 marzo faremo il primo grande incontro nazionale, a Roma“. Secondo Pisapia, ex Rifondazione Comunista e Sel, “la prospettiva è spostare il Partito democratico a sinistra. Per necessità numerica, il Pd è stato costretto a governare con forze che non erano ne’ di sinistra ne’ civiche. E’ il momento di andare oltre“. Quanto al ‘valore’ di Campo progressista “penso che l’alleanza tra il Pd, noi, le liste civiche, gli ecologisti possa arrivare al 40%. Certo, bisognerà vedere se la legge elettorale consentirà le coalizioni. Siamo una forza autonoma; non possiamo certo entrare in una lista con il Pd“. Quanto a RenziHa lati positivi: coraggio e, all’inizio, capacità innovativa. Ha portato a termine riforme ferme da decenni, a cominciare dalle unioni civili; ma ha anche sbagliato sul referendum e su altre riforme che si sono trasformate in controriforme, ad esempio sul Jobs Act. Dovrebbe ascoltare di più. E non ha capito che i corpi intermedi sono importanti; a cominciare dai sindacati“.

Quello che mi interessa è recuperare i milioni di voti persi tra gli elettori di centrosinistra. E far appassionare i giovani a una nuova politica“. Circa il rischio scissione “Non me la auguro; ma certo non dipende da me. L’importante è che il Pd capisca di non essere autosufficiente. Occorre una svolta che guardi a sinistra. Una forte discontinuità, rispetto a una stagione in cui i democratici erano costretti ad accordi con Alfano e anche con Berlusconi” e in tal senso aggiunge: “Per me sarebbe impossibile appoggiare un governo di larghe intese“. Sul toto data per il voto precisa: “Sarebbe bene portare a termine le riforme gia’ avviate: ius soli, reddito di inclusione, norme per non far fallire le società confiscate alla mafia, limiti ai voucher. Se mancasse la volontà, meglio andare a votare. In ogni caso i tempi saranno lunghi, perchè serve una nuova legge elettorale“.

Nel mese scorso rumors avevano indicato nei nomi di Federico Pizzarotti, Laura BoldriniMassimo Zedda e Stefano Fassina, i maggiori interlocutori politici dell’ex sindaco di Milano per la “costruzione” del nuovo “campo progressista”.

Sul nuovo soggetto politico è intervenuto oggi Bruno Tabacci, presidente del Centro Democratico e già assessore al bilancio a Milano nei primi due anni della Giunta Pisapia, che afferma: “L’annuncio di Giuliano Pisapia della nascita del Campo Progressista rappresenta il primo vero fatto nuovo della politica italiana dopo il referendum del 4 dicembre e la sentenza di incostituzionalità dell’Italicum che hanno chiuso un’era.tab Finita l’illusione della vocazione maggioritaria del Pd, si apre lo spazio per costruire, in discontinuità col passato, una nuova coalizione di centrosinistra e per un soggetto nuovo, plurale, pienamente autonomo dal Pd, capace di fondere al suo interno sensibilità diverse ma comunque riconducibili al centrosinistra. Condivido Pisapia a cominciare dal richiamo a don Milani, che evoca in me il richiamo a don Mazzolari, fino alla presa di distanza rispettosa ma inequivocabile da Ncd, che non può far parte di un centrosinistra che vuole riconquistare i suoi elettori delusi ma pure quella quota consistente di elettori arrabbiati dei 5 Stelle che si sono aggrappati alla protesta perché non trovavano la proposta”.

A riguardo, dal Pd in quota “giovani turchi“, è intervenuto dagli studi di Sky Tg 24, verduFrancesco Verducci che spiega le ragioni dell’unità della sinistra: “Altro che scissioni, io penso che serva un grande Pd a vocazione maggioritaria, con dentro tutti, non solo Bersani che ne è parte fondamentale, ma secondo me anche Pisapia con la sua nuova iniziativa“.

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