Per l’Ocse l’Italia sta uscendo dalla recessione. Lo studio.

Secondo un nuovo studio dell’OCSE, le quattro principali sfide che il Paese deve affrontare sono: la crescita della produttività e degli investimenti; il risanamento del sistema bancario; il sostegno all’occupazione insieme al miglioramento delle competenze; e la riduzione della povertà, in particolare tra i giovani, il cui reddito ha registrato la maggiore diminuzione a partire dalla crisi.

Per Angel Gurría, l’Italia sta comunque uscendo lentamente da una lunga e profonda recessione, con l’ausilio di una serie di riforme strutturali – come il Jobs Act – e di politiche monetarie e di bilancio accomodanti.

Lo Studio economico dell’Italia indica che per favorire una crescita inclusiva, l’Italia deve continuare a migliorare il benessere dei cittadini, riducendo la dualità del mercato del lavoro e il divario tra competenze dei lavoratori e quelle richieste dalle imprese, incrementando le opportunità di lavoro e migliorando l’istruzione professionale. Al tempo stesso il rapporto pone l’accento sull’importanza di risanare il sistema bancario italiano: gli scarsi utili e gli elevati crediti deteriorati scoraggiano i finanziamenti e gli investimenti, ostacolando la ripresa dell’Italia.

Il rapporto dell’OCSE evidenzia anche la necessità di proseguire le importanti riforme per rendere l’amministrazione pubblica più efficace e creare un ambiente più propizio all’attività economica. Un incremento rapido ed efficace della spesa destinata alle infrastrutture sarà essenziale per incrementare gli investimenti, assicurando nello stesso tempo il proseguimento di politiche di bilancio prudenti.

Secondo lo studio dell’OCSE, il Jobs Act e gli esoneri contributivi temporanei per i nuovi contratti a tempo indeterminato hanno contribuito a far aumentare l’occupazione e i consumi. La ripresa italiana resta tuttavia debole a causa di uno scarso livello d’investimenti e del difficile contesto internazionale. La crescita della produttività resta limitata e i vantaggi della crescita non sono abbastanza condivisi nell’insieme del Paese. Le inefficienze dell’amministrazione pubblica e del sistema giudiziario, e uno scarso livello di concorrenza in alcuni settori, ostacolano il dinamismo imprenditoriale. Il rifiuto della riforma costituzionale in occasione del referendum nel dicembre 2016 è un fattore che rischia di rallentare il processo delle riforme.

Nel suo discorso pronunciato a Roma per presentare il rapporto, il Segretario Generale dell’OCSE, insieme al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha dichiarato che: “Le importanti riforme di questi ultimi anni iniziano a dare buoni risultati. L’economia si sta gradualmente riprendendo, ma rimangono ancora complessi problemi da affrontare. Per aumentare il benessere di tutti gli italiani, è essenziale che il processo di riforme prosegua e che le nuove misure siano attuate pienamente ed efficacemente”.

Il Jobs Act è un’importante riforma economica e sociale poiché ha consentito di far fronte al dualismo del mercato del lavoro, che tutela chi ha già un posto di lavoro sicuro ma esclude chi è fuori da tale mercato, come i giovani e le persone meno qualificate. Tale riforma ha inoltre permesso di introdurre un moderno meccanismo di assicurazione contro la disoccupazione“. Per migliorare il livello di competenze di lavoratori e studenti, fa notare il Segretario Generale dell’OCSE, è necessario attuare appieno le misure previste in materia di assistenza per la ricerca di impiego e di formazione, e la la riforma dell’istruzione, La Buona Scuola.

Altre raccomandazioni del rapporto dell’OCSE includono:

  • Rafforzare il rispetto degli adempimenti fiscali investendo maggiormente nei sistemi informatici e nelle risorse umane; ridurre la soglia massima di pagamento con denaro contante; introdurre imposte patrimoniali basate su valori catastali aggiornati,
  • Approvare ed attuare il piano previsto per il contrasto alla povertà, mirato soprattutto a giovani e bambini,
  • Incoraggiare lo sviluppo del settore del capitale di rischio raccogliendo fondi e utilizzando le competenze del del settore privato,
  • Potenziare il sistema d’istruzione e la formazione professionale attraverso una più stretta collaborazione con il settore privato.

La sintesi dello Studio Economico sull’Italia 2017 è disponibile in più lingue all’indirizzo:  www.oecd.org/italy/economic-survey-italy.htm.

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