Stipendio parlamentari, quanto guadagna un deputato?

Lo stipendio dei parlamentari è regolato dalla legge 31 ottobre 1965, n. 1261 Determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento”, consultabile sul sito della Camera dei Deputati. Questa legge regola l’indennità ricevuta a cui si aggiungono la diaria e il rimborso delle spese di soggiorno per i non residenti a Roma. A queste si aggiungono inoltre le spese relative al rimborso rimborso viaggi, quelle per l’esercizio del mandato e il rimborso delle spese telefoniche. In base alle assenze durante le sedute dell’Assemblea, i parlamentari ricevono una sanzione che ne riduce il totale.

Come anticipato nel nostro Report Week settimanale, ecco le cifre e le voci a cui si riferisce lo stipendio di un Deputato della Repubblica.

INDENNITA’
L’indennità di un parlamentare è costituita da quote mensili comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere determinano l’ammontare di dette quote in misura tale che non superino il dodicesimo del trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate. La cifra netta è pari a circa 5.000 euro. Tale somma è determinata sulla base dell’importo lordo di 10.435,00 euro, sul quale sono effettuate le dovute ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (Irpef e addizionali regionali e comunali). Per i parlamentari che svolgono un’altra attività lavorativa, l’importo netto dell’indennità ammonta a circa 4.750 euro.

DIARIA
Ai membri del Parlamento è corrisposta una diaria che consiste in un rimborso delle spese di soggiorno a Roma. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese. L’attuale misura mensile della diaria, a seguito della riduzione disposta dall’Ufficio di Presidenza di Montecitorio nella riunione del 27 luglio 2010, è pari a 3.503,11 euro.

SANZIONI
La diaria può subire una riduzione di 206,58 euro per ogni giorno di assenza dalle sedute dell’Assemblea, se il parlamentare non risponde ad almeno il 30% delle votazioni che si svolgono con il procedimento elettronico. L’Ufficio di Presidenza della Camera, nelle riunioni del 25 ottobre 2011 e del 30 gennaio 2012, ha inoltre deliberato l’applicazione di una ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d’inchiesta, nonché delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.  Le sanzioni vengono applicate alla diaria e non all’indennità che viene quindi versata regolarmente anche agli assenti. Per chi volesse consultare la percentuale di presenze e votazioni in Parlamento dei vari membri, consigliamo il sito OpenPolis.

RIMBORSO DELLE SPESE PER L’ESERCIZIO DEL MANDATO
Tale rimborso è pari a 3.690 euro ed è corrisposto direttamente a ciascun deputato con le seguenti modalità: per un importo fino a un massimo del 50% a titolo di rimborso per specifiche categorie di spese che devono essere attestate: collaboratori (sulla base di una dichiarazione di assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, corredata da copia del contratto, con attestazione di conformità sottoscritta da un professionista); consulenze, ricerche; gestione dell’ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attività politiche; per un importo pari al 50% forfetariamente.

TRASPORTO E VIAGGI
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

SPESE TELEFONICHE
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari ma solo i telefoni fissi nei loro uffici a Montecitorio.

ASSISTENZA SANITARIA:
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

ASSEGNO DI FINE MANDATO
Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

PENSIONE
Con deliberazioni del 14 dicembre 2011 e 30 gennaio 2012 l’Ufficio di Presidenza della Camera ha operato una trasformazione del regime previdenziale dei deputati con il superamento dell’istituto dell’assegno vitalizio – vigente fin dalla prima legislatura del Parlamento repubblicano – e l’introduzione, con decorrenza dal 1 gennaio 2012, di un trattamento pensionistico basato sul sistema di calcolo contributivo, sostanzialmente analogo a quello vigente per i pubblici dipendenti. Il nuovo sistema di calcolo contributivo si applica integralmente ai deputati eletti dopo il 1 gennaio 2012, mentre per i deputati in carica, nonché per i parlamentari già cessati dal mandato e successivamente rieletti, si applica un sistema pro rata, determinato dalla somma della quota di assegno vitalizio definitivamente maturato alla data del 31 dicembre 2011, e di una quota corrispondente all’incremento contributivo riferito agli ulteriori anni di mandato parlamentare esercitato. In parole povere, i deputati eletti in questa legislatura, non riceveranno il vitalizio che rimane però ancora valido per coloro eletti nelle legislature precedenti.

[Fonte immagine Il Fatto Quotidiano]

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