“Dialoghi sulla città inclusiva”, un convegno per progettare gli spazi cittadini senza barriere

Si è svolto negli scorsi giorni presso l’aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio il convegno “Dialoghi sulla città inclusiva”, organizzato dai deputati di Alternativa Libera Eleonora Bechis e Samuele Segoni. Un incontro che, inserito nel mese dedicato alle donne quali portatrici di innovazione all’interno della società civile, ha posto i vertici sui principi di una società più equa e paritaria, con obbiettivo quello di abbattere le barriere ambientali e architettoniche, insistendo su quegli spazi cittadini, in particolare quello delle scuole, dove il concetto di inclusione deve essere particolarmente tangibile.

Un convegno che rientra tra gli obbiettivi politici del progetto di Alternativa Libera, gruppo parlamentare formatosi dai fuoriusciti del M5S, che ha recentemente concluso la sua assemblea costituente. “La gestione del territorio e delle città – ha ribadito da Segoni – e la costituzione di una città resiliente rientra tra le priorità programmatiche sancite da AL. Questo convegno è una prima tappa di un percorso più ampio in cui il nostro ruolo di rappresentanti delle istituzioni è quello di ascoltare progetti e idee da inserire nel nostro programma in fase di ulteriore sviluppo. Costruire un rapporto sano tra la politica e le professioni tecniche.”

Tra gli interventi di prestigio, quello della professoressa Lucia Krasovec-Lucas, architetto e presidente di AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti), un’associazione che ha come obbiettivo difendere i diritti delle laureate che lavoravano nel campo dell’ingegneria e dell’architettura, proponendosi quale osservatorio della condizione femminile nel settore. La Krasovec-Lucas ha ribadito che la città del futuro, come luogo in cui la comunità potrà condividere una crescita accessibile e felice, dovrà dotarsi di dispositivi che possano eliminare ogni tipo di barriera, fisica e culturale, con spazi comuni, quotidiani, prossimi. “La cura e le politiche sociali dovranno diventare la sfida per il futuro, per la vita della cittadinanza e la qualità delle città, al fine di ristabilire l’intelligenza dei territori e delle differenze” ha dichiarato.

“Le possibili strategie di pianificazione urbana dovranno far emergere bisogni, conflitti, prospettive e soluzioni non neutrali, capaci di far parlare alla città un linguaggio più vicino a chi quotidianamente la attraversa, portando e vivendo in essa il genere e le questioni della gentrificazione, insieme ad altre forme di relazionalità, conflitto, soggettività. In particolare, si deve accettare il fatto che la città, per la sua stessa natura, è terreno del conflitto per eccellenza che svolto in positivo rivela nuove possibilità e opportunità, nella necessaria emancipazione dalla passività e prevaricazione. Dobbiamo piantare nuovamente le radici del coraggio e della libertà, senza temere l’evoluzione, e recuperare le terminologie affini all’architettura come felicità e poetica, intese non solo come belle parole ma come presupposto imprenscindibile per l’umano.” In definitiva “stabilire un dialogo fattivo tra professionisti, accademici, istituzioni e politica.”

 

Commenta

commenta

Un pensiero riguardo ““Dialoghi sulla città inclusiva”, un convegno per progettare gli spazi cittadini senza barriere

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi