DL Immigrazione approvato alla Camera. La scheda.

L’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Minniti sull’immigrazione, su cui ieri era stata votata la fiducia. I si’ sono stati 240, i no 176, le astensioni 12.

Cambia la prospettiva italiana sulla legislazione in materia di immigrazione. Si tratta di 22 articoli che, tra l’altro, introducono sezioni specializzate nei tribunali ordinari, snellisce le procedure per individuare chi, tra quelli che arrivano sul suolo italiano, ha diritto alla protezione internazionale e modifica la natura dei centri di accoglienza, rafforza l’integrazione e inasprisce il contrasto all’immigrazione illegale accelerando i processi di espulsione per i non aventi diritto all’asilo e all’ospitalità. Entrando nel dettaglio, sono 26 le sezioni specializzate, una per ogni luogo in cui ha sede una Corte di appello, che dovranno rispondere “all’esigenza di assicurare una maggiore celerità ai ricorsi giurisdizionali in materia di immigrazione, a fronte del significativo aumento delle richieste di protezione internazionale registratosi negli anni 2013-2016 in conseguenza dell’eccezionale afflusso di migranti”, in particolare sui temi dell’immigrazione, della protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Sparisce, inoltre, l’appello nelle controversie per il riconoscimento dei diritti di asilo dei migranti, ma resta il ricorso in Cassazione.

Nuovi compiti vengono assegnati anche al Consiglio superiore della magistratura, che dovrà predisporre un piano straordinario di applicazioni extra-distrettuali, cioè il Csm “procede all’individuazione degli uffici giudiziari sede della sezione specializzata, interessati dal maggiore incremento dei procedimenti e del numero dei magistrati da applicare, fino a un massimo di 20 unità, e stabilisce secondo criteri di urgenza le modalità per la procedura di interpello e la sua definizione”. Con il provvedimento, però, il ministero dell’Interno è autorizzato ad assumere fino a 250 unità di personale a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, “da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e della Commissione nazionale per il diritto di asilo”. Un’altra novità del decreto è la fine dei Centri di identificazione ed espulsione, i famigerati Cie, che saranno sostituiti dai Centri di permanenza per i rimpatri. Si tratta di strutture più piccole, più numerose su tutto il territorio nazionale e ubicate nelle vicinanze di aeroporti. Il testo prevede anche il rito abbreviato per la definizione dei ricorsi contro i provvedimenti di espulsione per motivi di ordine pubblico e sicurezza nazionale e per motivi di prevenzione del terrorismo. Inoltre, per evitare rischi di fughe, gli immigranti irregolari devono essere identificati e trattenuti nei centri di prima accoglienza con rilevamento foto-dattiloscopico e segnaletico.

Chi reiteratamente si rifiuta di sottoporsi al rilevamento costituisce rischio di fuga e può giustificare l’adozione della misura di trattenimento presso un Cpr. Infine, una parte del decreto e’ dedicato alla rete di informazioni da crearsi su ingressi, soggiorni irregolari e procedimenti per la protezione internazionale, che deve mettere in collegamento il sistema informativo automatizzato del Dipartimento della pubblica sicurezza con i database delle forze di polizia e con il sistema per la gestione dell’accoglienza, predisposti presso il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno.

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