Salvataggio arabo per Alitalia e Meridiana? Il punto a Palazzo Chigi

Alitalia sarà guidata da commissari di nomina governativa, verso un futuro incerto. Finora la compagnia tricolore è andata avanti grazie all’alleanza con Etihad, azienda fondata negli Emirati arabi uniti (il nome, in arabo, significa proprio ‘unità’). Meridiana, aerolinea sarda che negli anni ha registrato perdite milionarie, ha recentemente siglato un accordo con Qatar Airways, con sede in un altro emirato del Golfo dove petrolio e denaro non mancano.

Le due storie sono parallele ma sembrano percorrere direzioni opposte. Alitalia, dopo il no dei lavoratori ad un piano di rilancio ‘lacrime e sangue’, vola verso il basso tra mille incognite. Meridiana, invece, potrebbe decollare e guadagnare, dopo otto anni di perdite, grazie alla compagnia qatarina guidata da Akbar Al Baker.

I due accordi italo-emiratini – Alitalia-Etihad da una parte e Meridiana-Qatar dall’altra sono convenienti un pò per tutti. Lo sono certamente per le compagnie del Belpaese, che ricevono denaro fresco, possono usare aerei nuovi di zecca e apprendere da uno stile aziendale nuovo, dinamico. Per gli arabi, invece, queste intese permettono di operare in Europa e allargare il mercato di riferimento. Lo scorso 23 marzo la Commissione europea ha approvato l’acquisizione di Meridiana da parte di Qatar Airways (che si compra una quota del 49 per cento). Secondo i funzionari di Bruxelles, questa mossa non dà problemi di concorrenza: le due compagnie non hanno troppe rotte che si sovrappongono, e nessuna delle due diventerà troppo influente. Per l’amministratore delegato Al Baker, nato 57 anni fa in India, l’aerolinea del Qatar deve diventare “la vera compagnia di bandiera italiana“. La sua entrata in Meridiana non è però gratuita. Anche qui l’accordo prevede lacrime e sangue, almeno per i lavoratori, che devono subire un taglio allo stipendio del 20 per cento e la riduzione di 400 dipendenti dell’organico.

Non avete una vera compagnia di bandiera con un network esteso – aveva spiegato il manager del Qatar al Corriere, sottolineando di non essere interessato ad Alitalia -. Gli stranieri arrivano con vettori non italiani e questo non ha senso, le città turistiche sono servite in modo pessimo, i vostri hub sono inefficienti, siete costretti ad andare a Parigi, Londra, Francoforte per i voli di lungo raggio“.

Insomma, l’emirato noto per ospitare Al Jazeera, adesso, potrebbe dare nuovo ossigeno ad una compagnia aerea boccheggiante. Con la benedizione dell’ex premier Matteo Renzi. L’operazione Meridiana “sembrava impossibile – ha spiegato Renzi a ‘Porta a porta’ -, ma ora Qatar Airways ha risolto la questione e la compagnia ha una prospettiva. Alitalia è diversa, il management ha fatto errori clamorosi – ha precisato l’ex sindaco di Firenze -. Il punto è che prendendosi un po’ di tempo le condizioni per una soluzione ci sono“. Il Pd, di cui Renzi sarà nuovamente segretario, dovrebbe lanciare una proposta per Alitalia entro quindici giorni. Intanto è convocato per le 18 a Palazzo Chigi il consiglio dei ministri dedicato ad approvare i decreti relativi al commissariamento di Alitalia e al prestito-ponte per assicurarne la continuità operativa. Nello specifico si tratta del decreto legge che interessa la presidenza del Consiglio, il ministero dell’Economia e quello dello Sviluppo economico su ‘misure urgenti per assicurare la continuita‘ del servizio svolto da Alitalia.

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