Legittima difesa, nuove modifiche alla legge. Ma per Lega e Berlusconi non è sufficiente.

Alla Camera dei Deputati si vota sulle modifiche all’articolo 52 del codice penale, ovvero la riforma delle norme sulla legittima difesa. In votazione ci sono una quarantina di emendamenti al testo che a suo tempo era già stato rinviato in commissione Giustizia, tra cui spicca quello che ha messo d’accordo la maggioranza.

Sul piatto c’è la proposta di David Ermini (PD), che intende introdurre una esimente nel caso di eccesso colposo di legittima difesa quando “l’errore riferito alla situazione di pericolo e ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto”. Se approvato, verrà considerata legittima difesa «la reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi» con «violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno»: in pratica, la situazione che caratterizza le rapine notturne nella case.

La scorsa settimana era stato lo stesso Matteo Renzi, durante il confronto su Sky, a chiedere di più: “Un passo è stato fatto, ma dobbiamo fare altro. Il problema sicurezza dobbiamo porcelo, la legge sulla legittima difesa va fatta molto più seria di come è adesso“.

Soddisfatto Maurizio Lupi (Ap) che ritiene “accolte nostre proposte” mentre Lega e Forza Italia vogliono ampliare la non punibilità di chi reagisce al ladro in casa. “Purtroppo – dichiara Silvio Berlusconi – il Pd e le altre forze di maggioranza non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite, quando vedono minacciata la propria incolumità, quella dei propri familiari, o i propri beni. “

Per come sono messi i numeri in aula, è possibile che alla Camera la proposta Ermini passi così come è, ma è altrettanto possibile che venga poi modificata in Senato, allungando i tempi fino a far rientrare questa delicata materia nella “fiera del bestiame” della campagna elettorale.

 

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