Alitalia, Ministero sviluppo economico ritiene infondate le notizie sui compensi dei commissari

Le notizie apparse in queste ore sui compensi (erroneamente denominati stipendi) previsti in favore dei Commissari straordinari di Alitalia sono totalmente destituite di fondamento, in quanto ad oggi non sono in alcun modo disponibili i dati sulla base dei quali effettuare i calcoli ed in particolare, ad oggi, è impossibile determinare quale sarà il valore dell’attivo che si andrà a realizzare” è quanto si apprende da un comunicato stampa rilasciato dal Ministero dello Sviluppo Economico sul proprio sito.

“Non si conoscono inoltre né l’esito della procedura, né i suoi costi o la sua possibile durata. Parametri, questi, che incideranno sulla determinazione dei compensi. Il decreto del novembre 2016, varato dal Ministro Calenda, stabilisce criteri predeterminati per la quantificazione dei compensi che sono inferiori, per le procedure di maggiori dimensioni, fino al 55% rispetto a quelli in precedenza applicati. Sono state eliminate le maggiorazioni in precedenza previste nel caso di organi collegiali e sono state introdotte misure premiali e sanzionatorie in funzione dei tempi di realizzo della procedura.”

In altre parole, il compenso dei commissari sarà maggiore al crescere dell’attivo realizzato e in funzione della rapidità del realizzo e della sua distribuzione ai creditori – tra i quali, lo Stato – e viceversa subirà una penalizzazione nel caso di lentezza nell’esecuzione degli adempimenti. I compensi delle amministrazioni straordinarie, grazie alle modifiche apportate dal decreto, sono significativamente inferiori a quelli che in media spetterebbero a curatori e commissari in procedure concorsuali di natura giudiziale, cioè nel caso di fallimento della società.

“Si precisa, infine, che il compenso non va comunque parametrato ad un arco temporale di sei mesi che è solo quello di durata del prestito-ponte e della fase prevista di gestione dell’esercizio d’impresa. La procedura di amministrazione straordinaria proseguirà infatti, dopo la vendita degli assets per il tempo necessario (alcuni anni ) per liquidare tutto l’attivo residuo, esperire tutte le azioni giudiziali di natura recuperatoria e risarcitoria nell’interesse dei creditori e provvedere alla definizione del passivo e ai riparti ai creditori. Il compenso comprende anche la remunerazione per le attività relative a tutto questo periodo e sarà liquidato al termine della procedura, ferma la possibilità di liquidare acconti in itinere.” si legge ancora nel comunicato.

Il decreto che stabilisce i criteri di determinazione dei compensi e le relative tabelle, con le aliquote percentuali applicabili, sono disponibili sul sito del Ministero.

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