Gentiloni dalla Cina sul caso Boschi: “Non ci sono implicazioni per il Governo”

“La vicenda della sottosegretaria Boschi è nota. Mi pare che lei l’abbia ampiamente chiarita, non mi pare ci siano novità e non ci sono certamente implicazioni per il governo”: nella conferenza stampa finale della visita a Pechino, il premier, Paolo Gentiloni, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche sul salvataggio di Banca Etruria, riaccese dal libro di Ferruccio de Bortoli su un presunto pressing dell’allora ministra sull’ad di Unicredit Federico Ghizzoni per indurlo ad acquisire l’istituto di credito di cui il padre dell’attuale sottosegretaria alla presidenza del Consiglio era vice presidente. Gentiloni sostanzialmente rimanda alla presa di posizione della Boschi del 10 maggio (“da qui in poi si occuperanno di questa questione i miei legali. Sono intervenuta in Parlamento nel dicembre 2015 e confermo quello che ho detto”) per ribadire che non esiste un caso per il suo esecutivo.

A parte questa incursione nella politica interna, il premier ha ribadito l’importanza della collaborazione commerciale con la Cina rilanciata dal progetto di rinascita della “Via della seta” e dagli incontri avuti in giornata con il premier cinese, Li Keqiang, e il presidente, Xi Jinping, invitato per il prossimo anno in Italia a nome del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La “Road and Belt” è “un evento che potrebbe lasciare una traccia nella storia dei prossimi anni perche’ l’idea lanciata dalla Cina tende a diventare un progetto globale”, ha osservato. “Dal punto di vista italiano l’idea è importante, convincente e condivisa. Non significa che non ci siano difficoltà”, ha aggiunto, sottolineando come il negoziato Cina-Ue che riprendera’ a inizio giugno sia “sempre faticoso”. Ma per Gentiloni vanno colte le opportunità di uno scenario internazionale in cui compaiono “in modo forse eccessivo discorsi protezionistici”. Le relazioni tra Cina e Ue “non si semplificano con una bacchetta magica, ma potenzialmente acquistano un rilievo particolare” nel contesto attuale. L’Italia, da questo punto di vista, e’ “un buon esempio e penso che la leadership cinese sia al corrente di questo”, ha concluso Gentiloni. Per il premier in Cina c’è “in generale interesse da parte dei fondi e degli investitori cinesi verso l’Italia e Xi Jinping ha ribadito che “considera l’Italia insieme alla Spagna come destinazione privilegiata per il turismo cinese nei prossimi anni, il che comportera’ anche l’aumento di frequenze aeree di cui discuteranno i nostri responsabili di settore nelle prossime settimane”

Gentiloni, ripartito poi da Pechino alla volta di Sochi, in Russia, per l’incontro con il presidente russo, Vladimir Putin, si è soffermato sulla nuova “Via della seta” dicendosi “favorevolmente colpito” dall’inserimento dei porti italiani “tra i porti sui quali investire in questo gigantesco programma di investimenti”. In particolare, ha citato Trieste e Genova su cui “la leadership cinese ha dichiarato esplicitamente l’intenzione di volere investire”, “in parallelo” con il porto del Pireo già sotto il controllo di un gruppo cinese. L’Italia rientra quindi a pieno titolo nell’iniziativa Belt and Road lanciata nel 2013 da Xi Jinping, che lunedì a Pechino ha celebrato il suo primo forum internazionale di cooperazione, e che vedrà il prossimo appuntamento nel 2019, sempre in Cina. Lungo la nuova “Via della Seta”, ha spiegato Gentiloni, potrebbero nascere “operazioni triangolari Italia-Cina sia nei Balcani occidentali, che sono un’area geografica che interessa sempre più la Cina, sia in Africa, individuando, oltre al Mozambico, dove già lavoriamo insieme, 2-3 Paesi africani”. Gli incontri di Gentiloni sono stati anche l’occasione per firmare accordi di cooperazione tra Italia e Cina. Oggi nasce ufficialmente il fondo congiunto sino-italiano di sostegno alle piccole e medie imprese, sia italiane che cinesi, gestito da Cassa Depositi e Prestiti e da China Development Bank, una delle grandi banche di sviluppo cinesi, per un valore di 100 milioni di euro. C’e’ interesse da parte cinese per il nostro sistema di piccole e medie imprese, ha confermato il presidente del Consiglio, che i cinesi vedono come un “contributo all’occupazione” ma anche come “luoghi di eccellenza e di innovazione”. L’Italia è “modello da questo punto di vista”. La cooperazione bilaterale si avvale anche di un nuovo protocollo quinquennale per la cooperazione in campo agricolo che coinvolge il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali italiano, con il Ministero dell’Agricoltura cinese.

Il governo italiano e il governo cinese hanno infine adottato un piano d’azione per il rafforzamento della cooperazione bilaterale tra il 2017 e il 2020, quando ricorreranno i 50 anni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi, che copre i campi dell’innovazione tecnologica, con il piano italiano “Industria 4.0” e i piani cinesi “Made in China 2025” di sviluppo della produzione manifatturiera, e “Internet plus” per lo sviluppo delle potenzialità del web, la lotta ai cambiamenti climatici e la cooperazione sul piano finanziario. Nel piano d’azione rientra l’offerta logistico-infrastrutturale italiana “anche in connessione con il rafforzamento delle reti di trasporto trans-europee”, si legge nel testo del piano, che prende in considerazione anche i campi della cultura, dell’istruzione e del turismo.

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