Il valore sociale del servizio di soccorso delle Ong nelle acque internazionali

Il dibattito attuale sul ruolo delle Ong nelle operazioni di salvataggio dei migranti – oltre 45.000 nell’ultimo anno, il 55% in più rispetto all’anno precedente – e le ipotesi di contatti con i trafficanti delle coste libiche, emerse dai recenti Rapporti di Frontex, hanno portato a indagare sulle attività di social rescue service o servizio di soccorso prestato dai research vessel o navi da ricerca. Sulle 13 navi delle 10 Ong che sono coinvolte nel salvataggio sono presenti radio che favoriscono le operazioni di coordinamento delle imbarcazioni in transito. Nel 2016, il 62% degli eventi Sar, Search and rescue, delle imbarcazioni soccorse avveniva sulla base delle chiamate da parte di Mscc Roma, Maritime Rescue Coordination Center, perché oltre alle segnalazioni esterne le operazioni di vedetta per mezzo di radar binocoli avvengono su segnalazione del centro di coordinamento di soccorso romano; il 14% da altre navi e il 24% da parte della imbarcazione Aquarius. Alla luce dei dati la nave Aquarius non è però un pool factor o un incentivo a mettere in atto attività illegali, dato che gli scafisti conoscono le sue attività di soccorso; al contrario, le reti di traffico di migranti clandestini andrebbero intercettate sulla terraferma dove prevalentemente si sviluppano. La frontiera esterna dello Spazio Schengen è infatti per l’80% marittima e per il 20% terrestre, lunga più di 50.000 km e comprende centinaia di frontiere aeroportuali, marittime e terrestre. Non si può dunque pensare che  le operazioni di pattugliamento siano semplici, in particolare quelle marittime che avvengono sulle coste libere a distanza di 30 miglia di giorno e di 20 miglia di notte.

Le Ong, testimoni privilegiati, ci dicono che arrivano a bordo delle navi persone che riferiscono livelli di violenza estreme sopportate in Libia, dalla detenzione ai lavori forzati. L’assenza di rapporti istituzionali con la guardia costiera libica è supportata dalla difficoltà stessa di identificare i mezzi di navigazione utilizzati. Tuttavia, alla nave Aquarius di SOS Mediterraneé, – che ha vinto il premio per la pace dell’Unesco, il Gran premio dei media tedesco e francese, il premio del Comitato sociale ed economico e il premio del Cittadino europeo – non è concesso di interrompere il sistema automatico di identificazione nonostante la ricezione del segnale dalle stazione costiere dipenda dall’altezza delle antenne e dalle condizioni metereologiche: la nave continua a trasmettere anche se il segnale non viene ricevuto. Le attività delle navi appartenenti alle Ong presentano delle criticità che riguardano la riduzione dei telefoni satellitari a bordo e la conseguente riduzione del numero dei salvataggi; o anche l”utilizzo di bandiere di comodo che consente bassi oneri di registrazione, bassa tassazione e più libertà sulla sicurezza. Inoltre è importante conoscere l’ammontare dei finanziamenti istituzionali e tuttavia sapere che i volontari professionisti lavorano con una diaria di 38 euro.

Favorire la libera circolazione dei cittadini e combattere la criminalità organizzata all’interno dello spazio comune europeo attraverso la costituzione di un sistema comune di controllo alle frontiere esterne significa che le forze di polizia possono intervenire oltre i propri confini durante gli inseguimenti dei criminali e devono integrare le banche dati in un database unico del sistema informatico. La presenza di ufficiali di polizia potrebbe allora rappresentare una garanzia delle operazioni che si svolgono a bordo ma in questo modo non si terrebbe fede al principio di indipendenza dovuta alla presenza di soggetti armati. La copertura giornalistica indipendente presente sulla nave (che conta 60 giornalisti) garantisce invece la diffusione delle buone pratiche la cui adeguata pianificazione aiuterebbe a comprendere come distribuire le aree di pattugliamento e ad ottimizzare il servizio delle operazioni di salvataggio non coordinate. Le operazioni di salvataggio vengono infatti comunicate sullo Shade Med Forum con occasionali incontri di partenariato; Msf si occupa dell’assistenza medica e contribuisce finanziariamente anche ai costi marittimi delle operazioni (Memorandum Understanding 2016). Delle 103 operazioni di soccorso della nave Aquarius che si sono svolte su input del Mrcc di Roma tutte avevano come indicazione Catania come porto sicuro, e in nessun caso è stato assegnato il porto di Malta. Queste considerazioni aiutano a pensare a un diverso a modo di monitorare la situazione,  per esempio acquistando droni per favorire e verificare le informazioni disponibili. La presenza delle Ong incentiva attività di indagine da parte delle procure italiane per il controllo dei trafficanti ma contribuisce allo stesso tempo a dare risalto al valore sociale di una migliore progettualità nelle operazioni di salvamento.

 

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