Catalano (Ci) su fusione PRA-ANV: “Serve la carta d’identità del veicolo”

Il 28 febbraio 2017 il Governo ha depositato il testo del Decreto Legislativo sulla semplificazione della gestione dei dati sui veicoli. Il testo attua una delega contenuta nella legge Madia. La norma prevede la riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l’utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico registro automobilistico al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un’unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di auto veicoli, motoveicoli e rimorchi, da perseguire anche attraverso l’eventuale istituzione di un’agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica; svolgimento delle relative funzioni con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
Il testo, pur rispondendo in modo insoddisfacente agli obiettivi indicati nella legge delega, nonché in un più risalente emendamento approvato nel corso dell’esame della legge di stabilità per il 2014, segnatamente al comma 427 della legge n. 143 del 2013 volto alla sostanziale abolizione del PRA – rappresenta un passo positivo, in quanto orientato alla progressiva unificazione degli archivi automobilistici.
Tale risultato consentirà all’Italia di superare un’anomalia singolare nel panorama europeo, oggetto di critiche anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, senza peraltro recare un vero pregiudizio alla sostenibilità economica e finanziaria dell’ACI, che tuttavia viene stimolata ad orientare il suo business accentuando il profilo privatistico della sua attività.  Sul tema in discussione si è sollevata la questione della interoperabilità dei due sistemi, ma la conservazione dell’interoperabilità tra le due banche dati, rischia di ritardare se non si far saltare l’unificazione degli archivi, ritenendo che il parlamento ha dato un chiaro indirizzo addivenendo ad un unico archivio. Al contrario sarebbe opportuno che si indicassero le modalità con le quali far progressivamente confluire nell’archivio nazionale dei veicoli le informazioni ad oggi contenute nel PRA e tutte le informazioni necessarie a generare una vera e propria carta di identità per ciascun veicolo.
Mi sono occupato di questo tema – spiega  Ivan Catalano, deputato dei Civici e Innovatori– sin da inizio della legislatura. Sono partito depositando una risoluzione in commissione trasporti, che chiedeva la realizzazione di un documento unico dei veicoli e il 20 ottobre 2013 sono riuscito a fare approvare un ordine del giorno (che il collega Iannuzzi mi ha presentato) civicisempre con lo stesso indirizzo. Nel frattempo nella legge di stabilità viene approvato un emendamento che dava la delega al Governo per abrogare il PRA, norma che ho condiviso e di cui successivamente ne ho chiesto l’avanzamento dei lavori con una interrogazione. Con questo atto ho voluto dar visibilità anche ad un progetto che partendo dal mercato, aveva come obbiettivo la realizzazione di un documento che potesse raccogliere in via digitale, tutte le informazioni inerenti la manutenzione del veicolo. Non contento – prosegue il parlamentare –  il mio impegno continua. Il 2 luglio 2014 presento un emendamento all’atto camera 731, legge delega di modifica del codice della strada; il 15 luglio 2015 ho presentato un emendamento, che in parte è stato recepito dal relatore, sulla Legge Madia, dove contestualmente mi è stato approvato anche un ordine del giorno.
Il mio ultimo atto risale al 15 settembre 2016, con una interrogazione chiedo al governo a che punto era sulla fusione degli archivi. Questo passo è importante per il nostro paese. Una strategia dei trasporti non può prescindere da una strategia sull’uso dei dati. Questi dati devono essere centralizzati, gestiti in un unico archivio, mediante standard aperti. Per semplificare la vita al cittadino, per fa si che possa fare tutte le pratiche auto in autonomia, per far si che il suo veicolo possa venire monitorato da lui in ogni momento, per far fronte alle frodi sul mercato dell’usato e per garantire la sicurezza stradale serve un documento unico dei veicoli, serve una Carta di Identità del Veicolo, conclude Ivan Catalano.

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