Il Tar boccia i direttori stranieri dei musei. Franceschini: “Ricorreremo al Consiglio di Stato”.

“Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio.” così il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, commenta la notizia – anticipata dal Sole 24 Ore – secondo cui il tribunale amministrativo ha bocciato la nomina di cinque dei venti direttori dei super-musei. Secondo il quotidiano, “il Tar ha ritenuto che non ci fossero le condizioni per aprire le selezioni a candidati internazionali e sette dei direttori sono stranieri, tra i quali quelli del parco archeologico di Paestum e del Palazzo Ducale di Mantova, interessati direttamente dal verdetto del Tar”.

Faremo subito appello al Consiglio di Stato” ha detto Franceschini, aggiungendo “I direttori la cui nomina è stata bloccata dal Tar del Lazio saranno sostituiti ad interim. Sono preoccupato per la figura che l’Italia fa nel resto del mondo, e per le conseguenze pratiche perché da oggi alcuni musei sono senza direttore. Trovo strano che la sentenza parli di stranieri quando in realtà i direttori europei e ciò contrasta con la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato”. “La selezione internazionale pubblicata sull’Economist per i direttori dei musei – ha detto ancora Franceschini – è stata originata da una norma di legge dell’Art bonus che ha individuato appositamente una procedura particolare”.

“Sono tranquillo, faccio il mio lavoro con entusiasmo e con successo, come gli altri direttori di museo stranieri nominati dal ministro Franceschini: per me la riforma è giusta al 100%” l’austriaco Peter Aufreiter, direttore della Galleria nazionale delle Marche a Urbino commentando con l’ANSA le sentenze. “L’apertura agli stranieri è una scelta corretta e i risultati si vedono, a Urbino come agli Uffizi, o a Mantova.”

La sentenza del Tar del Lazio mette a rischio tutto sistema? “Speriamo di no; il rischio è quello della paralisi se la riforma venisse bloccata sarebbe tragico; per la cultura, ma anche per l’economia, di cui la cultura è traino principale. Sarebbe disastroso, se tutto venisse paralizzato, se tutto venisse paralizzato dai meccanismi di tutela degli interessi particolari” dichiara il direttore degli Uffizi Eike Schmidt.

“La figuraccia davanti al mondo l’Italia l’ha fatta a causa di Franceschini che, per la direzione dei musei pubblici, ha utilizzato criteri di nomina che avevamo criticato fin dall’inizio. Abbiamo contestato, anche attraverso atti parlamentari, la mancanza di oggettivi criteri di merito e di trasparenza e oggi il Tar conferma quando affermavamo esprimendo motivazioni assolutamente circostanziate e condivisibili”, affermano in una nota i deputati M5s in commissione Cultura di Camera e Senato.

 

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