Legge elettorale, ultimato il “Fianum”. Come funziona

Dopo le profonde modifiche in Commissione, la legge elettorale che approda domani in Aula, non somiglia più al modello tedesco quanto piuttosto al sistema in vigore per il Senato tra il 1948 e il 1992: collegi uninominali ma con riparto proporzionale, con in più  un listino in ogni circoscrizione per i collegi eccedentari al posto del recupero dei migliori perdenti. Il “Fianum”, dal nome del relatore Emanuele Fiano, sarà alla Camera il 6 giugno per la prima votazione, poi sarà il turno del Senato. I tempi previsti per l’approvazione del testo sono molto brevi, visto il largo accordo tra i principali partiti in Parlamento.

COME FUNZIONA
I partiti presentano dei listini bloccati di 6 nomi in ciascuna circoscrizione e un candidato in ciascuno dei 225 collegi uninominali per la Camera e 112 al Senato. L’elettore ha una sola scheda e un solo voto a disposizione, con questo sceglie il candidato del proprio collegio e la lista di partito collegata. Non sarà possibile il voto disgiunto. Come si trasformano i voti in seggi? Il sistema è un proporzionale puro (tanti voti, tanti seggi). Il calcolo avverrà a livello nazionale e poi circoscrizionale. Saranno poi ripartiti i voti espressi a favore dei partiti che non hanno raggiunto la soglia di sbarramento, fissata al 5%. I seggi saranno ripartiti per il 50% coi collegi uninominali e per l’altra metà coi listini proporzionali.

CHI ENTRA IN PARLAMENTO
Il punto è stato oggetto di modifica negli ultimi giorni di votazione. In sostanza si è stabilito che il candidato vincente nel collegio entra sempre alle Camere. Solo a seguire risulteranno eletti quelli inseriti nel listino bloccato, quindi nominati dal partito. Stop alle pluricandidatura sia alla Camera che al Senato. Quindi, non sarà ammessa più di una candidatura nei collegi uninominali e nelle liste circoscrizionali, sia alla Camera che al Senato. Arriva, invece, la quota di genere per Palazzo Madama. I capilista non potranno avere la presenza di uno dei due sessi per più del 60% del totale a livello nazionale. Stesso meccanismo varrà i candidati nei collegi.

I COLLEGI
Intervento anche sui collegi. Si è stabilito che alla Camera saranno quelli del Mattarellum tra il 1994 e il 2001; al Senato questi saranno accorpati. Questo schema sarà utilizzato qualora il Governo non eserciti la delega per la ridefinizione dei collegi stessi prima della scadenza della legislatura o di elezioni anticipate.

NO VACATIO LEGIS E RACCOLTA FIRME (PER ALCUNI)
Tra le ultime modifiche intervenute in commissione anche il taglio della cosiddetta “vacatio legis”. La legge elettorale entrerà in vigore il giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, senza aspettare i canonici 15 giorni. Novità anche sulla raccolta firme. Anche al Senato varrà la norma prevista per la Camera in base alla quale i gruppi parlamentari presenti nelle Camere al 1° gennaio del 2014 sono esonerati dalla raccolta.

CANDIDATO PREMIER
Anche se è un sistema proporzionale rimane l’indicazione da parte dei partiti del “capo della forza politica”.

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