Ex parlamentari 5s evidenziano il “non sense” del patto elettorale del Movimento

Le ex senatrici a cinque stelle Maria Mussini, Monica Casaletto, Laura Bignami e Ivana Simeoni mettono “alle corde” il Movimento di Grillo sulla legge elettorale ed il patto stretto con il Partito democratico, Forza Italia e Lega. Eh si, certamente non è passata inosservata la “strategia” del Movimento che in tema di “costruzione” della nuova legge elettorale qualche tempo fa predicava bene per poi razzolare male nelle ultime settimane, oggi e probabilmente fino alla fine dell’iter necessario per la definizione della legge che porterà presto gli italiani al voto.

“Se ancora credete nei principi originari del Movimento, ora, dopo oltre quattro anni di presenza in Parlamento avete l’ultima occasione per essere coerenti con i principi che vi ci hanno portato. Abbiate coraggio e dite no a questa legge elettorale – spiegano come quasi in un appello le senatrici  -. Sapete bene che la nostra storia politica nasce l’8 settembre del 2007 con il primo Vaffaday, organizzato da Beppe Grillo; quel giorno 350.000 cittadini ci diedero la loro firma per la legge di iniziativa popolare ‘Parlamento Pulito’ fondata su tre semplici punti: il divieto di candidatura per i politici condannanti anche in via non definitiva, il limite di due mandati parlamentari e la reintroduzione del voto di preferenza. Su quei principi nacque un movimento senza padroni e fu l’inizio di una rivoluzione della politica dal basso in cui hanno creduto milioni di italiani che ci hanno portato in Parlamento. Tutti noi senatori il 10 aprile 2013 abbiamo presentato un disegno di legge che contiene esattamente quegli inderogabili principi, come avevamo promesso. Anche se il 1358376_ve-lo-do-io-beppe-grillo-di-andrea-scanzi-L-VvFUum_thumb_bigMovimento di oggi è profondamente cambiato (e voi che ne fate ancora parte sapete bene come stiano realmente le cose), la legge elettorale che ci accingiamo – continuano – a votare è la negazione di molti dei principi che hanno spinto tutti noi a fare politica attiva. La vostra osservanza alle direttive di qualcuno non può superare la lealtà che dobbiamo agli italiani che ci hanno eletto. Fate sentire la vostra voce e pesare i vostri voti, respingete questo testo di legge e promuovete una norma che affronti l’esclusione dei condannati in primo grado, la limitazione dei mandati e il ripristino della preferenza, senza capilista e nominati di partito, con regole di candidatura democratiche. Il contenuto antidemocratico di un accordo che qualcuno da qualche parte ha trattato è la pietra tombale sulla credibilità di un simbolo, di un nome e di un progetto. Se vi conformerete a questo accordo rinnegherete il voto del 2013 e dimostrerete di essere esattamente come coloro che combattiamo politicamente da molti anni, fuori e dentro alle istituzioni. Per quanto ci riguarda, noi combatteremo per evitare questo scempio, sperando di non lottare anche contro di voi, per salvaguardare le istanze dei cittadini che ci hanno eletti tutti proprio per cambiare queste regole, di cui ora rischiate di diventare complici”.

A far da eco alle senatrici i deputati Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco, che affermano in una nota congiunta:

Da oggi i nostri ex colleghi del 5 stelle non potranno più usare l’onestà come un vessillo, visto che con l’accordo stretto con Renzi, Berlusconi e Salvini sulla legge elettorale, hanno abdicato all’idea di avere un Parlamento senza condannati e senza nominati. Dopo le espulsioni, la creazione del direttorio, la scomparsa dello streaming e l’annullamento delle votazioni per la scelta del candidato sindaco a Genova, oggi il Movimento ha terminato la sua metamorfosi in qualcosa che è una summa dei peggiori vizi di tutti gli altri partiti. Salvini-Berlusconi-Renzi (1) Ma visto che si tratta di un accordo stretto da pochi fedelissimi di Casaleggio con gli altri partiti e non condiviso da buona parte dei parlamentari 5 stelle, noi chiederemo che in aula si voti la legge elettorale a scrutinio segreto, per consentire a quanti sono in disaccordo ma temono le rappresaglie, di esprimere liberamente il proprio – concludono i parlamentari di Alternativa Libera –  convincimento”.

Otto Fiori

 

 

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