Padoan: Recessione finita, previsioni di crescita sono incoraggianti. Su Europa abbiamo fermato l’austerity.

“Visto che sono noto come ministro tecnico, vorrei precisare una cosa: non siamo più in recessione” questo il sunto dell’intervista al Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan rilasciata questa mattina sul quotidiano la Repubblica.

L’Italia cresce dalla fine del 2014, dopo anni di recessione importante che ha portato via 10 punti di Pil – continua Padoan -. Un danno profondo per qualunque economia che ha lasciato ferite anche strutturali nel tessuto economico del Paese. Le previsioni di crescita sono incoraggianti, anche migliori – a sentire il Fondo monetario internazionale – di quelle previste dal governo. E dimostrano che l’approccio di politica economia seguito in questi anni dal governo – attuale e precedente – è un modo di gestire la sfida”

“Camminiamo per un sentiero stretto in cui bisogna evitare di cadere da una parte, cioè far aumentare il debito oltremisura anziché ridurlo, oppure dall’altra, dove rischiamo di soffocare la crescita”, ha spiegato il ministro facendo il punto sulla cresita italiana, ancora bassa rispetto a quellla della maggior parte dei partner dell’euro. “È vero che l’Italia cresce poco. O almeno è vero che è cresciuta poco in passato, meno dei suoi partner europei, essenzialmente per l’accumularsi di ritardi strutturali. In questi ultimi 3-4 anni sono stati fatti grandi progressi nel rimuovere questi ostacoli. Tutte queste cose stanno cambiando piano piano il modo in cui l’economia funziona. E sono convinto che questa crescita – che è incoraggiante ma sicuramente non soddisfacente – si consoliderà negli anni a venire”.

Padoan interviene poi sulla delicata questione delle banche venete: “Si sta lavorando alacremente. Le regole europee sono purtroppo molto complicate e in alcuni casi mai veramente applicate. La direttiva per la risoluzione delle banche, deve essere applicata in modo attento e concordato. Continueremo a farlo. Fra qualche mese avremo uno scenario molto più favorevole per il sistema bancario. E i casi critici saranno alle nostre spalle, sono molto fiducioso – assicura Padoan -. L’Italia avrà dimostrato di aver superato la prova di un’economia bancocentrica in crisi. Ne stiamo uscendo con fatica e determinazione e collaborazione con la Ue”.

Padoan parla poi di Europa, dove dice che “un cambio di rotta già c’è stato nel 2014, quando l’Italia ha preso la presidenza del semestre europeo e ha portato l’Ue a dire che la priorità delle politiche economiche in Europa non deve essere tanto e solo l’austerity, ma la crescita e il lavoro. Adesso questo cambiamento dovrà investire anche le istituzioni dell’Unione monetaria. L’Italia fa parte di questo progetto”.

C’è un dialogo a livello di capi di governo con Francia e Germania per portare avanti idee comuni – ha spiegato il ministro -. E c’è già un impegno definito tra i ministri delle finanze di Francia, Germania e Italia che si riuniranno a luglio per stabilire quali possano essere i punti da portare avanti in un’agenda europea in cui l’Unione monetaria si consolida, è più attenta alla crescita, alla stabilità. Sono molto d’accordo con la frase secondo cui l’Unione monetaria non può essere solo banche e finanza pubblica. Deve essere anche crescita e lavoro. Altrimenti non ha senso“, ha concluso..

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