Protezione ambiente, la creazione di un sistema nazionale di agenzie

Il percorso fondativo del Sistema Nazionale delle Agenzie di protezione ambientale prende avvio dall’attuazione della legge n. 132/2016, che interviene su un percorso di collaborazione per la creazione di una rete tra l’Ispra e le agenzie regionali. Il Sistema Nazionale rete per la Protezione dell’ambiente è stato istituito all’inizio del 2017; precedentemente, il Sistema delle Agenzie Ambientali coinvolgeva le 21 Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA), oltre all’ ISPRA. L’intento è stato da sempre quello di collegare le politiche nazionali di protezione-controllo dell’ambiente con i problemi locali, oltre a diffondere i dati ambientali. Gli obiettivi della rete riguardano il perseguimento dello sviluppo sostenibile, della riduzione del consumo di suolo, della salvaguardia e della tutela delle risorse naturali. L’ omogeneità del controllo pubblico della sostenibilità ambientale e della salute a supporto delle politiche è garantita dai Livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali.

L’organizzazione del Sistema ha finora previsto la partecipazione di agenzie ambientali regionali e provinciali che si avvalevano di un comitato tecnico e di tavoli strategici che si occupavano di argomenti specifici. Laispra costruzione di un sistema di relazioni è attualmente caratterizzata da un avanzato stato di realizzazione in quanto, dopo l’approvazione del nuovo regolamento da parte del Consiglio dell’Ispra, sono state sviluppate 12 reti di referenti e 36 documenti tecnici scientifici. Esiste inoltre una comunicazione ambientale, Ambiente informa, che utilizza i siti delle agenzie per realizzare azioni di comunicazione. La cooperazione transregionale per le emergenze – come nel caso degli inquinanti, di incendi o terremoti – ha comportato l’istituzione di una rete di laboratori che ha dimostrato la capacità delle agenzie di fare sistema. Tuttavia è necessario che i passaggi formali legati all’attuazione della legge 132 vengano perfezionati affinché possa funzionare meglio il modello di governance. Le figure giuridiche e istituzionali proposte sono innovative, in quanto usufruiscono del sostegno alle professionalità o di un organo dell’autogoverno per il supporto alle decisioni della PA. Il coordinamento del sistema è stato affidato dal Governo a un Consiglio con un proprio regolamento di funzionamento per esperire pareri e regolamenti tecnici che le agenzie di controllo saranno tenute a seguire.

I numerosi provvedimenti attuativi da emanare, dunque, sono utili per regolamentare l’attività ispettiva e  sono prodromici alla possibilità di nominare un luogo istituzionale dove condividere il riordino della governance ambientale prot ambe la valorizzazione di forme di autonomia. Inoltre, viene ribadita la necessità della corretta applicazione del principio del “chi inquina paga” che consentirebbe l’armonizzazione del trattamento della imprese nelle diverse regioni sia dal punto vista dell’onerosità delle prestazioni sia del quantuum. Il panorama è molto differenziato ed è importante armonizzare i trattamenti al fine di evitare il dumping territoriale. La legge n. 68/2015 (Testo unico ambientale), per il sistema della tutela ambientale, ha inoltre l’obiettivo di raccogliere il gettito destinato a rafforzare i controlli. Quando le assunzioni gravano sul bilancio ordinario dell’ente la stabilizzazione di contratti a tempo indeterminato non può legarsi alla sorte di un progetto di ricerca in quanto i finanziamenti sono condizionati all’assunzione di risorse che svolgono attività ad hoc. Tuttavia è necessario, per dialogare e stare al passo con le imprese, dare priorità alle attività di ricerca e a personale qualificato e retribuito nell’ottica di ottenere standard minimi necessari alla tutela ambientale come si propone il nuovo sistema nazionale di agenzie ambientali.

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