Ddl concorrenza, ecco cosa sta succedendo alla Camera

Si rafforza sempre di più l’ipotesi che il ddl Concorrenza venga modificato anche alla Camera, dove è alla sua terza lettura. Nella giornata di oggi infatti le commissioni Finanze e Attività produttive di Montecitorio potrebbero chiudere l’esame del provvedimento approvando gli emendamenti accantonati che riguardano i quattro temi anticipati negli scorsi giorni: le aste di salvaguardia nel comparto energia, rinnovo tacito per le polizze assicurative, telemarketing e odontoiatri. Questa mattina le commissioni Finanze e Attività produttive della Camera sono tornate a riunirsi per votare parte degli emendamenti rimasti da esaminare al ddl Concorrenza, che sono stati tutti bocciati.

Le commissioni si rivedranno nel pomeriggio al termine dei lavori d’aula per proseguire l’esame del provvedimento e ultimare le votazioni sugli emendamenti. A quel punto si discuterà dei nodi, per ora tenuti accantonati (appunto energia, assicurazioni, telemarketing e odontoiatri), si voteranno gli emendamenti corrispondenti e si darà il mandato al relatore. Il provvedimento è atteso nell’aula di Montecitorio per lunedì pomeriggio, 26 giugno. Sebbene ancora questa mattina il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, abbia ribadito la necessità di approvare subito il ddl Concorrenza, secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari Governo e forze parlamentari sarebbero arrivati a un accordo: approvare alla Camera in terza lettura queste quattro modifiche e quindi rimandare il testo al Senato, acquisendo l’impegno dei senatori di approvare il ddl entro la pausa estiva. In questo senso, viene riferito, è stata già avanzata una richiesta formale da parte di Ap.

Questo accordo troverebbe una mediazione anche all’interno del Governo e della maggioranza stessa, in cui una forte componente (in primis renziana) ha sin dall’inizio premuto per modificare ancora il testo, contro un Calenda sempre molto fermo sul volerlo invece approvare così come inviato dal Senato (dopo due anni e mezzo dalla sua emanazione). Vediamo in particolare le quattro proposte di modifica che potrebbero essere approvate oggi dalle commissioni Finanze e Attività produttive della Camera.

Energia > Per quanto riguarda l’energia, come anticipato, forte è il pressing, bipartisan, per far approvare una modifica sulla salvaguardia per i clienti che oggi beneficiano della maggior tutela del mercato elettrico. Si tratta di quattro emendamenti rispettivamente di Pd, Articolo 1-Mdp, Lega e Forza Italia, accantonati, che chiedono di prevedere che, dal 1° luglio 2019 (quando cesserà di esistere il regime di maggior tutela per il sistema elettrico) il sistema di “salvaguardia” dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, tramite gare, non riguardi i clienti che non abbiano scelto il proprio fornitore. Accantonato anche un emendamento del M5s che chiede che le aste siano escluse anche per chi resta senza venditore. Il motivo degli emendamenti, viene spiegato, è che il sistema delle gare per la salvaguardia causerà, per i consumatori, il rincaro della bolletta elettrica rispetto al prezzo della maggior tutela. Eliminando la possibilità di mettere a gara la fornitura per chi non avrà scelto il fornitore, viene spiegato da chi ha proposto la modifica, il passaggio al mercato libero per tutti i clienti che non avranno scelto un proprio fornitore al 30 giugno 2019 sarà meno “traumatico” in fatto di rincari sulla bolletta.

Assicurazioni > Per quanto riguarda le assicurazioni, tre gli emendamenti accantonati, tutti del Pd. Si chiede in primo luogo di eliminare dal testo del ddl il comma che prevede che “le polizze assicurative del ramo danni di ogni tipologia, alla loro scadenza” non possano essere rinnovate tacitamente;

 Telemarketing > Accantonato anche un emendamento del Pd che punta a sopprimere il comma 44 del ddl, introdotto dal Senato, sul telemarketing, con cui si fissano alcuni contenuti necessari dei contatti vocali non sollecitati da parte di operatori nei confronti degli abbonati. In particolare, il comma 44 che si punta a sopprimere, prevede che all’esordio del contatto dovranno essere specificati: gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale il contatto avviene; l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto. E si stabilisce che la chiamata è consentita solo quando l’abbonato, acquisite le suddette informazioni, presta un consenso esplicito;

Odontoiatri > Accantonato anche un emendamento del Pd che punta a modificare, come anticipato, la parte del testo sulle licenze per gli odontoiatri. L’emendamento in particolare prevede che l’esercizio dell’attività odontoiatrica sia consentito solo a chi ha l’abilitazione e alle società operanti nel settore odontoiatrico le cui strutture siano dotate di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri e all’interno delle quali le prestazioni siano erogate dai soggetti in possesso dei titoli abilitanti. Adesso invece il testo del Concorrenza, così come modificato dal Senato, permette che possano offrire servizi di odontoiatrica anche le strutture in cui ci sia anche solo il direttore sanitario che è odontoiatra.

Otto Fiori

 

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